Articoli con tag politica

La liberta’ e’ partecipazione informata

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PER LA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE, PER LE LIBERTÀ COSTITUZIONALI

All’appello contro la legge bavaglio sulle intercettazioni hanno già aderito 194.000 persone, gruppi, sindacati e associazioni.

All’appello hanno dato il loro sostegno alcuni tra i maggiori costituzionalisti italiani:

Valerio Onida, Presidente dell’Associazione dei costituzionalisti italiani; Alessandro Pace, già Presidente della stessa associazione; Gaetano Azzariti; Lorenza Carlassare; Mario Dogliani; Gianni Ferrara.

Per approvare il disegno di legge è stata impressa una vistosissima accelerata ai lavori parlamentari Sono previste sedute mattutine, pomeridiane e notturne della Commissione Giustizia del Senato per concludere l’esame di un testo dall’impianto proibizionista e punitivo. E’ indispensabile moltiplicare gli sforzi per rafforzare l’opposizione a questo attentato alle libertà costituzionali.

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HAARP – EISACT

TECNOLOGIA AVANZATA

Controllando in rete ho trovato i siti relativi alle tecnologie “accusate” di produrre terremoti e cambi climatici nel pianeta. La tecnologi a messa in questione è HAARP. Impianti che utilizzano queste tecnologie li troviamo in diverse nazioni:

- Alaska: HAARP Stati Uniti

- Norvegia: EISACT progetto Europeo

- Porto Ric:  Arecibo

- Russia: progetto SURA, vicino a Nižni Novgorod

Sul sito ufficiale del Parlamento Europeo c’è una relazione del “14 Gennaio 1999″ con tema “sull’ambiente, la sicurezza e la politica estera” alla quale USA e NATO non hanno mai inviato un rappresentante per dare informazini e spiegazioni. di seguito Alcuni punti molto importanti della relazione:

11. considera il sistema militare USA di manipolazione ionosferica, HAARP, con base in Alaska – che è solo una parte dello sviluppo e dell’impiego di armi elettromagnetiche ai fini della sicurezza sia interna che esterna – un esempio della più grave minaccia militare emergente per l’ambiente globale e la salute umana, dato che esso cerca di manipolare a scopi militari la sezione della biosfera altamente sensibile ed energetica, mentre tutte le sue conseguenze non sono chiare; invita inoltre la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri ad esercitare pressioni sui governi degli Stati Uniti, della Russia e di qualsiasi altro Stato impegnati in tali attività affinché vi pongano fine e si giunga ad una convenzione globale contro questo tipo di armi;

27. reputa che il sistema HAARP (High Frequency Active Auroral Research Project) sia da considerarsi, a causa del notevole impatto sull’ambiente, una questione mondiale ed esige che le sue conseguenze giuridiche, ecologiche ed etiche vengano analizzate da un organismo internazionale indipendente prima di ogni nuova ricerca e di qualsiasi esperimento; lamenta il fatto che l’Amministrazione degli Stati Uniti abbia ripetutamente rifiutato di inviare un rappresentante per offrire prove nel corso dell’audizioni pubblica o in occasione di una riunione successiva della sua commissione competente in merito ai rischi per l’ambiente e per la salute collegati al programma di ricerca sulle radiazioni ad alta frequenza (HAARP) attualmente finanziato in Alaska;

i possibili danni ipotizzati del sistema HAARP il Parlamento Europeo sottolinea che “può provocare mutamenti delle costanti meteorologiche. Esso può anche influenzare tutto l’ecosistema, soprattutto nella sensibile area antartica”. “Un’ ulteriore seria conseguenza del sistema HAARP sono i buchi ionosferici causati dalle potenti onde radio inviate. La ionosfera ci protegge dalle radiazioni provenienti dal cosmo. Si spera che i buchi giungano a riempirsi nuovamente, ma le esperienze compiute con i mutamenti dello strato di ozono puntano in direzione contraria. Ciò significa che esistono buchi non indifferenti nella fascia protettiva della ionosfera.”

Leggi la relazione da PHOTOGULP

Leggi la relazione dal sito uffiiciale

Scarica il PDF della relazione

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ANTIVIOLENZA DONNA 1522

1522 IL NUMERO ANTIVIOLENZA DEDICATO ALLE DONNE. PER INFO VISITATE IL SITO WWW.ANTIVIOLENZA.IT

Il Dipartimento per le Pari Opportunità ha attivato, a partire dal 2006, una più ampia azione sperimentale per l’emersione e il contrasto del fenomeno della violenza intra ed extra familiare a danno delle donne: il progetto ARIANNA.

L’obiettivo del progetto è quello di realizzare una “Rete Nazionale Antiviolenza” sostenuta da un numero telefonico di pubblica utilità 1522, un servizio pubblico pensato e nato esclusivamente nell’intento di fornire ascolto e sostegno alle donne vittime di violenza.
Il numero è attivo 24 ore su 24 per tutti i giorni dell’anno ed è accessibile dall’intero territorio nazionale gratuitamente, sia da rete fissa che mobile, con un’accoglienza disponibile nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo. Le operatrici telefoniche dedicate al servizio forniscono una prima risposta ai bisogni delle donne vittime di violenza, offrendo informazioni utili e un orientamento verso i servizi socio-sanitari pubblici e privati presenti a livello locale. Lo stile relazionale e comunicativo intrattenuto con le donne che si rivolgono al 1522 rientra sempre in un quadro di accoglienza partecipata e competente. Il servizio mediante l’approccio telefonico sostiene l’emersione della domanda di aiuto, consentendo un avvicinamento graduale ai servizi da parte delle donne con l’assoluta garanzia dell’anonimato.

Il progetto ARIANNA, basato sulla metodologia del lavoro “di rete”, intende realizzare una Rete Nazionale Antiviolenza. Tale rete è pensata soprattutto come strumento per recepire e diffondere a livello nazionale le azioni realizzate dalle reti antiviolenza a livello locale, chiamate a contrastare il fenomeno della violenza di genere, garantendone, al contempo, i necessari raccordi tra le Amministrazioni Centrali competenti nel campo giudiziario, sociale, sanitario, della sicurezza e dell’ordine pubblico.

I “nodi” della Rete antiviolenza nazionale sono i territori pilota. Si tratta di aree territoriali, Comuni o province, con le quali il Dipartimento per le Pari Opportunità stipula un Protocollo d’intesa al fine di promuovere azioni di sensibilizzazione e contrasto alla violenza di genere, di promuovere la costituzione o il rafforzamento di reti locali atte a contrastare gli episodi di violenza sulle donne, di facilitare l’integrazione del servizio nazionale 1522 con le strutture socio-sanitarie presenti in ambito territoriale e, infine, di realizzare seminari tematici pubblici sul tema della violenza di genere.
In tali territori è stato predisposto un dispositivo di accesso diretto ai servizi locali, anche per i casi di emergenza, veicolato dal servizio di accoglienza telefonica 1522 (si tratta di un trasferimento diretto di chiamata, dal call center al centro antiviolenza attivo negli orari prestabiliti di apertura al pubblico).

Attualmente i territori pilota sono le città di Bologna, Palermo, Napoli, Venezia, Pescara, Prato, Cosenza, Isernia, Trieste, Ravenna, Nuoro, Potenza, Aosta, Torino, Latina, Agrigento, le province di Genova, Ancona, Bari, Catania, Caserta e la Provincia Autonoma di Bolzano.

Strumento informativo, di approfondimento e di comunicazione è il portale di Arianna www.antiviolenzadonna.it, offre un’area aperta di scambio e di confronto, oltre a fornire materiali, studi, contatti e informazioni periodicamente aggiornate.

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Paola risponde al post BERLUSCONI COLPITO…

La mia amica Paola S. mi scrive una mail privata in risposta al post “BERLUSCONI COLPITO AL VOLTO DA UN MANIFESTANTE” facendo delle riflessioni che non soni poi così sbagliate.

da paola s**** <**********@hotmail.it>
a Domenico Tricarico
data 15 dicembre 2009 14.43
oggetto RE: BERLUSCONI COLPITO AL VOLTO DA UN MANIFESTANTE
proveniente da hotmail.it

Sai, però, che m’ha fatto pena? Quasi tenerezza!!!
E te lo dice una che non lo sopporta proprio!!!
Non so, mi starò rincoglionendo con l’età.
Vederlo così, m’ha fatto impressione.
Tutto sto nervosismo politico lo trovo ridicolo.
S’è perso di vista il vero problema, la assoluta impreparazione che il nostro Paese ha nell’affrontare
i problemi psichici. Dopo la legge Basaglia ci sono matti che girano indisturbati.
Non c’è una alternativa ai manicomi. Sto squilibrato era in cura da 10 anni (in cura, poi, da chi? io indagherei
chi lo aveva in cura!!!) ma girava a piede libero.
Nessuno si è curato di accertarne la pericolosità sociale. E alla fine di chi è la colpa?
DELLA SINISTRAAAAAA??????? Ma questo non è problema politico, è un problema di tutti!!!

Se la sinistra attacca alla carlona è perchè non ha ancora un vero leader che faccia
un’opposizione come Cristo comanda!!! Non c’è un programma decente.
Si alternano persone come Veltroni con i suoi “pacatamente…” ”onestamente…”
Ma ’ndo cazzo vai? E’ come mette al confronto un chihuaua con un rottweiler, non c’è gara!!!
Franceschini c’ha il carisma di una melanzana!!!
Quest’altro…. inesistente!!!
E’ normale che dal punto di vista politico ce la prendiamo con uno che SI, avrà il monopolio dell’etere,
ma se non gli contrapponi un programma serio con un leader che sia un VERO leader e non un cartonato,
non c’è media che tenga!!!
Il monopolio ce l’aveva pure prima di salire al governo per un buon 70 per cento.
Quello che fa ridere è che gente come Saviano contesta la mafia e poi pubblica con Mondadori!!!!
MA CHE éééééééééééééééé???? Me pare il teatrino dell’assurdo!!!

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Berlusconi in piazza Duomo, violenti, dove?

In questi giorni vedendo i TG (ovviamente inutili) e leggendo le varie testate giornalistiche avevo appreso che durante la manifestazione che vedeva Silvio Berlusconi in piazza Duomo 300 protestanti “violenti” avevano attaccato la manifestazione stessa. Girando su internet ho trovato due video pubblicati da  l’Ante Fatto; posto l’articolo originale:

Nei due video che pubblichiamo di seguito potete vedere le contestazioni di domenica 13 dicembre al poco affollato comizio di Silvio Berlusconi, tenuto in un angolo di Piazza del Duomo a Milano. Le contestazioni sono esclusivamente verbali e, in più di un caso, a protestare contro il premier (o a sostenerlo) sono dei passanti impegnati nelle compere natalizie.

Video (prima parte)

Eppure gli esponenti della maggioranza e i media loro vicini hanno parlato di “300 violenti” e di collegamenti evidenti con Massimo Tartaglia, lo psicolabile protagonista della vergognosa aggressione al Presidente del consiglio. Un teorema che si poteva leggere con chiarezza a pagina 2 de Il Giornale di martedì 15 dicembre: “Quelli che lo hanno istigato ora liquidano l’attentatore come un pazzo. Ma in piazza c’erano altri 300 violenti come lui”.

Allo stesso modo il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e il parlamentare Pdl, Maurizio Lupi, sono arrivati a evocare gli anni di piombo: “Si sta ricreando in Italia il clima degli anni ’70 – ha detto ieri Formigoni – non dimentichiamo che altre persone hanno minacciato e insultato durante il comizio”. Ma ancora più preoccupate solo state le parole di Roberto Maroni: “Forse non sapete – ha detto in conferenza stampa il Ministro dell’Interno – che proprio grazie alla buona gestione dell’ordine pubblico ieri [domenica, ndr] durante il comizio è stato sventato un tentativo di violente contestazioni al premier proprio sotto il palco”. Non solo. Il ministro ha anche rivelato che “un gruppo di manifestanti organizzati” si era “infiltrato fin sotto il palco grazie a bandiere di Fi” e che erano stati bloccati prima che riuscissero “ad esporre uno striscione violento”.

È allora utile verificare cosa è successo domenica in quell’angolo di piazza Duomo, anche grazie ai video. In primo luogo, stando alla relazione dei servizi segreti al Copasir (il comitato parlamentare di controllo sull’attività degli 007), l’aggressore di Berlusconi avrebbe agito completamente da solo. In secondo luogo “lo striscione violento” di cui ha parlato il ministro Maroni, non esiste. Come riportato dal Fatto Quotidiano la scritta era la seguente: “Non c’è democrazia senza regole: rispettale”. Lo hanno confermato il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, e Piero Ricca, l’animatore di Qui Milano Libera che aveva portato lo striscione e poi non è riuscito ad aprirlo. Non solo. I video sui “violenti” in piazza, segnalatici da www.shockjournalism.com mostrano la dinamica dei fatti. La telecamera è tra i contestatori e le forze dell’ordine.

Nel primo video i contestatori di Berlusconi, tutti a volto scoperto, scandiscono i loro cori: “Fuori la mafia dallo stato”; “Buffone”, “Chi non salta Berlusconi è”, “mafiosi, mafiosi”. Rispondono i fan del cavaliere che li apostrofano come “Barboni”. Nel secondo video l’obiettivo si sposta sui militanti del Pdl. I cori, come in una sorta di clima da stadio, si fanno più pesanti: “Siete tutti culattoni”; “Comunista pezzo di merda” e anche uno sconcertante “Du-ce-du-ce”. Alcuni militanti del Pdl (pochi) si coprono pure il volto con le sciarpe, mentre qualcun altro cerca di scagliarsi, a urli, contro chi protesta.

Le immagini spingono perciò a una riflessione. Autorizzare il comizio in una zona così piena di gente (le migliaia di passanti di piazza Duomo delle sei del pomeriggio), non è stata una grande trovata. Non per niente ai due fronti contrapposti si sono anche aggiunti molti cittadini che erano lì per caso. Meglio sarebbe stato spostare tutto in una delle tante piazze vicine, meno frequentate, e in ogni caso abbastanza capienti per contenere i fan di Berlusconi (non più di 1500 in tutto).

Ma ovviamente di questo non parla nessuno. I sedicenti liberali della maggioranza si scagliano, invece, contro la libertà d’informazione e promettono leggi per censurare internet e limitare il diritto al dissenso. Perché, come aveva già capito Indro Montanelli, “Questa non è la destra. È il manganello”.

Video (seconda parte)

I video sono a cura di Marco Cova

fonte articolo

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BERLUSCONI COLPITO AL VOLTO DA UN MANIFESTANTE

E’ stato colpito al volto da un oggetto lanciato da un manifestante mentre stava lasciando piazza del Duomo. Sarebbe stato ferito al labbro inferiore. Il premier si è allontanato in macchina con il volto insanguinato. Poco prima Silvio Berlusconi aveva concluso il suo comizio senza annunci eclatanti. Un discorso a 360 gradi in cui Silvio Berlusconi ha ribadito che la maggioranza è forte e coesa, funziona e funzionerà benissimo e ha definito Bossi un alleato leale. Alla piazza ha detto “state sereni perchè stiamo uscendo dalla crisi” spiegando che il tesseramento si è reso necessario per combattere la disnformazione di giornali e televisione. “Mi descrivono come un mostro ma sono un bravo figlio” ha detto. Duro l’attacco alla sinistra che Berlusconi vede come ancora fortemente impregnata di principi del marxismo. “Noi antimafia dei fatti loro antimafia delle calunnie” ha detto riferendosi all’attività di contrasto della criminalità condotta dal governo. Ha ricordato che l’esecutivo ha risposto in maniera tempestiva alle emergenze del paese: dai rifiuti in campania, alla vicenda Alitalia rimasta nel paese, al terremoto dell’Abruzzo. Durante il suo discorso Berlusconi ha attaccato un gruppo di contestatori gridandogli: “Vergogna”.

IL FERMATO MASSIMO TARTAGLIA – Si chiama Massimo Tartaglia ed ha 42 anni l’uomo che ha ferito il premier Silvio Berlusconi questa sera dopo il comizio in piazza Duomo. Come precedenti risulta alla polizia solo il ritiro della patente per motivi di viabilità. Dopo il fatto è stato portato via dalla polizia, che lo ha sottratto alla rabbia della gente, senza profferire parola. Tartaglia risulta sconosciuto alla Digos. Risiede nell’hinterland milanese.

ESEGUITA TAC, SOTTO OSSERVAZIONE PER 24 ORE – Perdita copiosa di sangue con lesione lacero-contusa interna ed esterna e due denti lesi, di cui uno superiore fratturato. E’ questa la prima diagnosi, che, secondo fonti mediche, è stata fatta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi all’ospedale san Raffaele dopo l’aggressione subita al termine del comizio di Milano. Le stesse fonti riferiscono che il premier, rimasto sempre cosciente, è stato sottoposto ad una tac precauzionale e per decisione dei medici sarà tenuto sotto osservazione per 24 ore. Secondo quanto hanno riferito agenti della polizia di stato davanti al pronto soccorso del San Raffaele, il premier è stato portato all’interno sdraiato su una barella. “Berlusconi aveva – hanno riferito i testimoni – una borsa di ghiaccio sul volto ed appariva cosciente”.

Fonte articolo LA7 e ANSA.

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Il giornalismo (di Mauro Montanari)

Il Campanile di Mastella

Girano ancora mail contenenti l’articolo di Mauro Montanari dedicato a Mastella…  Per chi ancora non avesse avuto modo di leggere la notizia:

Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo  hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più.
Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur. L’Udeur, in quanto partito votato dall’1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico. Si chiama “Il Campanile”, con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano il  collega Marco Lillo dell’Espresso, che ha fatto un’inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina,  a due passi dal parlamento, sia un’altro nei pressi di Largo Arenula. Dice ad esempio il primo: “Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!”. A che serve allora -direte voi- un giornale come quello?
Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa.
Ogni anno Il Campanile incassa 1.331.000euro. E che fara’ di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro? Insisterete ancora voi. Che fara’?
Anzitutto l’editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40.000 euro all’anno. Sapete con chi?

Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all’Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete!
Che c’entra? Se è bravo! Non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche.
Ma andiamo avanti. Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella,  nell’ordine.
Tra l’altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di F1 di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull’aereo di Stato? L’esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva! Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d’aereo (con allegato soggiorno) l’editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e
mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell’Udeur. Siamo nell’aprile del 2006. Da allora -assicura l’editore- non ci sono più
stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile.
Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l’inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui!

Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine.
Infatti Il Campanile ha speso 141.000euro per rappresentanza e 22.000euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.
Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico.
Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l’angolo della villa del Ministro,
quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto?
Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell’ubiquità.

La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale.
A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l’Inail, e a quanto è stata affittata all’editore, Clemente Mastella. Chi l’ha comprata,
chiedete?
Due giovani immobiliaristi d’assalto:
Pellegrino ed Elio Mastella.

Mauro Montanari-Corriere d’Italia/News ITALIA PRESS

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Tele Vaticano

Radiotelevisione Italiana

Molti di noi vivono in un appartamento, talvolta di proprietà. Con ciò, non è che possano fare quello che vogliono: sono tenuti a rispettare le norme condominiali. Così i nostri dipendenti RAI, anche se piazzati come piccoli carri armati di Risiko in una mappa di uffici chiave, sono tenuti a rispettare i vincoli comunitari che normano il loro ruolo.
Uno di questi vincoli è specificato dal Trattato di Amsterdam, siglato il 2 ottobre 1997, e per la precisione all’interno di uno dei tredici protocolli allegati: il Protocollo sul Sistema di Radiodiffusione Pubblica negli Stati Membri. Esso collega direttamente il servizio pubblico radiotelevisivo alle esigenze democratiche, sociali e culturali della società e all’esigenza di preservare il pluralismo dei mezzi di comunicazione, e il suo finanziamento -  il canone Rai, per intenderci – può essere accordato solo ai fini dell’adempimento di tali obblighi. La UE stabilisce inoltre che ogni stato membro può definire autonomamente i criteri per soddisfare tali esigenze democratiche, ma che parimenti deve essere istituito un organo che assolva alla funzione di controllore e che stili periodici rapporti sul rispetto delle regole.

La Suprema Corte Costituzionale, nella sentenza n.284 del 26 giugno 2002, rincarava la dose, affermando che «l’esistenza di un servizio radiotelevisivo pubblico, cioè promosso e organizzato dallo Stato, [...] si giustifica solo in quanto chi esercita tale servizio sia tenuto ad operare [...] svolgendo una funzione specifica per il miglior soddisfacimento del diritto dei cittadini all’informazione e alla diffusione della cultura».

Insomma, non chiediamo mica la luna. E’ l’Europa stessa, laddove il buon senso non bastasse, a stabilire che un servizio radiotelevisivo pubblico ha l’obbligo di informarci e di contribuire a renderci più colti.
Per assicurarsi che a viale Mazzini abbiano capito bene, il Ministero delle Comunicazioni ha stipulato con la RAI, il 5 aprile 2007, un contratto di servizio per il triennio 2007 – 2009.

L’articolo 4, comma 1 di tale contratto, suddivide il servizio pubblico in nove generi distinti:

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IL DEBITO DEI PAESI POVERI

Di Luciana P. Pellegreffi

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Silvio Berlusconi proclamò: “Il G8 è stato un successo, sono stati stanziati 20 miliardi per l’Africa”, pubblicizzando ancora una volta, il G8 come un evento filantropico e umanitario in cui i “paesi ricchi aiutano quelli poveri”.

Chi sono i creditori e chi i debitori?
Quelle stesse potenze occidentali pretendono la restituzione del debito accumulato dai regimi locali corrotti e …

Chi sono gli usurai e chi la gallina dalle uova d’oro?
Il G8 è nato morto e ora il suo cadavere puzza; i padroni della terra non sono tanto i rappresentanti del G8, ma le potenze multinazionali tra cui quelle del petrolio, dei farmaci, delle armi, degli alimenti, oltre al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale, quel 20 % di …

Chi è in debito con il resto del pianeta?

Non ho mai creduto alla propaganda mediatica di come sono buoni i “ricchi che aiutano i poveri”, così come non credo che l’usuraio ucciderà la sua gallina dalle uova d’oro; la propaganda …

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Affissioni abusive Milano

Oggi mi sono svegliato un pò o, navigando nei vari siti sono capitato sul blog NEURONIATTIVI e ho trovato un post di Luciana P. Pellegreffi molto interessante sulle affissioni abusive e su come i politici aggirano le leggi (strano eppure sono persone corrette!!!).

Fonte articolo NEURONIATTIVI, di Luciana P. Pellegreffi

Nel paese in cui la libertà d’informazione è dipendente del potere politico ed economico, cerchiamo di tenere attivi i nostri neuroni al pensiero, alla critica, alla distribuzione della libera informazione.

Ecco quel che resta nelle nostre strade dopo la campagna elettorale conclusasi lo scorso giugno.

Quete foto le ho fatte ieri in zona viale Piceno-XXII Marzo a Milano, dopo 2 mesi dalla fine della campagna elettorale, l’intera città ha ancora le ferite dei partiti in bella mostra.

Bene, si potrebbe pensare, le multe per affissione abusiva aiuteranno le casse delle amministrazioni locali e/o ritorneranno ai cittadini sottoforma di servizi.
Questo dovrebbe avvenire coerentemente a quanto scritto nella Costituzione nell’art. 3: “… Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge..” e in tutte le aule dei tribunali: “La legge è uguale per tutti”.
Ma non è così perché i parlamentari che hanno giurato sulla nostra Costituzione ne fanno scempio per tutelare gli interessi della casta dei partiti.
Infatti con ineccepibile tempismo, nel decreto milleproroghe, convertito in legge lo scorso 24 febbraio, compare l’articolo 42 bis che stabilisce il pagamento di 1.000 euro/anno per provincia per ogni partito per sanare tutte le affissioni abusive di contenuto politico, dal 2005 alla pubblicazione della legge, fine febbraio 2009.
Dato che vi sono elezioni ogni anno loro pagheranno solo 1.000 euro/anno x provincia e noi staremo in città perennemente tapezzate di manifetsi abusivi.

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Traffico illecito di amianto a Pomezia Coinvolti 3 funzionari della Regio Lazio

L’inchiesta ha portato a 9 misure cautelari: un’ordinanza in carcere, cinque ai domiciliari e tre agli obblighi di dimora

ROMA (7 agosto) – Traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi contenenti amianto in forma friabile, altamente cancerogeno, provenienti principalmente dal sito di bonifica nazionale di Milazzo (Me) e da altre parti d’Italia e inviati presso la discarica di Pomezia, idonea a ricevere esclusivamente amianto compatto: è questo il reato contestato per cui i carabinieri del Noe di Roma, nelle prime ore della mattina, hanno dato esecuzione a 9 misure cautelari di cui un’ordinanza in carcere, cinque ai domiciliari e tre agli obblighi di dimora nel comune di residenza, emesse dal Gip presso il Tribunale di Velletri.

Colpiti dalle misure cautelari anche tre funzionari dell’ufficio commissariale dell’emergenza rifiuti nella Regione Lazio: uno è un funzionario dell’ufficio commissariale mentre due sono componenti della commissione tecnico scientifica che affianca l’ufficio commissariale.

Coinvolti nell’inchiesta anche due proprietari della discarica di via Valle Caia e quattro intermediari della raccolta dei rifiuti. A Pomezia era depositato circa un milione di tonnellate di amianto proveniente dalla Sicilia. La condotta illecita di produttori, intermediari e smaltitori di tali rifiuti veniva agevolata attraverso azioni di corruzione e di concussione poste in essere dai titolari della discarica e da funzionari pubblici.

Fonte articolo Il Messaggero

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Silvio e Patrizia

Leggendo un po di notizie su internet ho trovato su espresso.repubblica.it le intercettazioni telefoniche tra Silvio Berlusconi e Patrizia D’Addario.

Lei si informa su come deve comportarsi con il Premier… Lascio a voi i commenti!!!

Sotto alle conversazioni c’è il link per ascoltare l’audio (se non lo censurano!)

Silvio e Patrizia, tutte le registrazioni

Patrizia sta per entrare a Palazzo Grazioli. Chiede a un accompagnatore come si deve comportare con Berlusconi

UOMO: … dietro sto. [...]
PATRIZIA: ma adesso ceniamo? poi a che ora diciamo…di solito…
UOMO: …non lo so io…perché…so che il presidente è un po’ allegro..canta….dice qualche barzelletta
PATRIZIA: pure noi possiamo cantare?
UOMO: …e si fa un po’ più.. … però…non c’è problema
ASCOLTA L’AUDIO

Berlusconi si presenta alle ragazze. Tra battute e risate, inizia la festa

VOCE MASCHILE: Clarissa…
SB: Ciao, tutto bene?
RAGAZZA: Assolutamente
SB: Ciao
PD: Alessia
SB: Ah che carine … complimenti
PD: grazie
RAGAZZA: Tutte in nero!
SB: Ahhh!
VOCE MASCHILE: Tutte in nero!
RAGAZZE: Tutte in nero!
SB: Io tra l’altro pensa… che per il nostro teatro ho ordinato 22 costumi, sai quei costumi…li hanno fatti
VOCE MASCHILE: dimentichi qualcosa?
SB: Allora…tu di dove sei?
PD: Io sono di Milano [però vivo attualmente vivo a Bari] …
SB: Cosa fai?
PD: sto occupandomi di un’operazione immobiliare [...] va un po’ male perché da sola è un po’ dura
ASCOLTA L’AUDIO

E’ il 4 novembre, sono passate due settimane. Obama sta per essere eletto alla Casa Bianca, Berlusconi e Patrizia sono nellettone di Putin.

SB: questo [libro?...] l’ho disegnato io
PD: l’hai fatto molto bene
SB: l’altra volta ce l’avevi?

PD:
SB: C’eri già l’altra volta?
PD:
SB: ma tu pensa… e questa? prendi
PD: no questa no
SB: è la più bella
PD: è bellissima questa

SB: prenditi questa la regali a qualcuno
PD: no
SB: no, sarebbe uno spreco

PD: anche questa l’hai disegnata tu?
SB: questa è una mia idea ma non l’ho disegnata io. ma guarda che roba…com’è fatta. questo è un mio amico che me l’ha fatta. che mi fa tutte le cose…io mi faccio una doccia anch’io… e poi, poi mi aspetti nel lettone se finisci prima tu?

PD: quale lettone.. quello di putin?
SB: quello di Putin
PD: ah che carino..quello con le tende

canzone 1 ‘Gente magnifica gente’ – Sal da Vinci – dal musical ‘Scugnizzi’
canzone 2 ‘Zoccole zoccole’ – Sal da Vinci – dal musical ‘Scugnizzi’
ASCOLTA L’AUDIO

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Honduras

Honduras, il punto della situazione tra gorilla, diplomazia e movimenti

di Gennaro Carotenuto, lunedì 6 luglio 2009, 11:52

Capture3 Canale Honduras, a questo link tutti gli aggiornamenti sul golpe in Centroamerica!

Si chiamava Isis Obed Murillo, aveva 19 anni e una faccia da bambino. Lo hanno ammazzato con un colpo alla nuca mentre si allontanava dalle recinzioni dell’aeroporto di Tegucigalpa presidiato da mezzo esercito honduregno armato fino ai denti. Lo ha ammazzato un soldato che, secondo innumerevoli testimonianze, si è inquadrato, ha mirato e ha puntato proprio alla nuca di Isis secondo uno schema che è di tutti i regimi repressivi: colpire per terrorizzare, “shock and awe”.

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LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA…O NO?

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

La ragazza mi interrompe con quel mezzo sorriso di chi vuole scusarsi: “Io della riforma della Giustizia non ne capisco molto, ti dispiace?…”. Mi fermo.

Romana, trentacinque anni, si era licenziata da un impiego a tempo indeterminato per esasperazione. I motivi. Nessun riconoscimento dell’impegno lavorativo, anzi, data per scontata. La collega appena assunta, una ex merciaia, diventò subito per ordine dall’alto la responsabile dell’ufficio che lei gestiva, questo senza aver inanellato neppure uno dei suoi 14 anni di esperienza. Da notare: la collega appena assunta faceva i weekend col titolare a Saturnia, e tale individuo se ne vantava in giro per l’azienda con battute da caserma. Per lei invece erano urli, telefonate isteriche dai piani alti, persino insulti, e non ultimo promesse di avanzamento di carriera mai mantenute. Altre colleghe le suggerivano “fregatene, tu fai il minimo, fai come noi”, un collega aggiunse “la vendetta è un piatto che si consuma freddo”.

Lei aveva protestato con la dirigenza in ogni possibile modo, denunciando sia le ingiustizie che il clima di menefreghismo che regnava in tutto l’ufficio e che poi si traduceva di regola in un sovraccarico di lavoro per lei al limite del crollo fisico. Dal titolare le era arrivato di rimpallo un “rompicoglioni”. Così ogni giorno, mattina, pomeriggio e notte (il veleno ti insegue sempre) per 14 anni. Poi lo schianto.

Ha un mutuo e figlia a carico, ma lo spettro dell’annientamento personale la spinge finalmente a licenziarsi. Una denuncia per mobbing è da escludere, non troverebbe una pulce disposta a testimoniare a suo favore in quell’ufficio zeppo di complicità, servilismi, coltellate alla schiena e becero opportunismo. Cioè, un ufficio nella media. Dunque nessuna speranza di schivare le sanzioni per recesso con mancato preavviso, e perde migliaia di euro essenziali. Ora la disperata ricerca di un nuovo impiego. Interinali, interinali, interinali, cocopro, assunzioni a progetto. Le agenzie chiedono: “Ma perché si è licenziata?”, lei risponde “Mobbing, assenza di qualsivoglia professionalità”. La contro risposta: “Se dice questo ai nuovi datori lei è fottuta”. La verità fa sempre male. Poi arrivano i colloqui di lavoro del genere “guardi, sono 750 euro e il resto fuoribusta”; i colloqui di lavoro “ma lei ha un uomo? Può viaggiare con me all’estero?”; i colloqui di lavoro “io gli straordinari non glieli pago, faccia lei”. Nel frattempo, la banca di questo se ne fotte.

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Il regalo avvelenato del G8 a L’Aquila


Vignetta di Sergio Staino.

E’ un fatto morale, ma anche un fatto di orgoglio nazionale, perché tutti potranno vedere che a tre mesi dal terremoto l’Italia è riuscita a fare quello che nessun altro Paese al mondo è mai riuscito a fare in circostanza simili a queste. Con il piano di ricostruzione che stiamo mettendo a punto entro il 30 ottobre avremo costruito alloggi per 700 milioni di euro: nessuno al mondo è riuscito in un miracolo così“.

Era questa la frase con cui il Dio in terra (che la Divina Provvidenza ha deciso di donare all’Italia e non nuovamente alla Palestina) motivava il 23 aprile scorso la proposta di spostare il G8 dall’isola della Maddalena al martoriato capoluogo abruzzese: L’Aquila.
E se il nostro miracoloso Silvio di Arcore non ha nulla da invidiare alle moltiplicazioni alimentari, alle guarigioni oculistiche e alle restituzioni di vita del suo predecessore di Nazareth, deve quantomeno fornirci qualche spiegazione se i miracoli annunciati non riescono.
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Bruciata la macchina di Barbara Una delle ragazze di Palazzo Grazioli

La Honda Jazz di proprietà di Barbara Montereale, la ragazza di 23 anni che ha detto di aver partecipato alle feste a villa Certosa e a palazzo Grazioli, è stata data alle fiamme la notte scorsa, attorno alle 5, in via Cataneo a Modugno, in provincia di Bari sotto l’abitazione della show girl.

[caption id="" align="alignleft" width="160" caption="Barbara Montereale"]Barbara Montereale[/caption]

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Modugno e dei Vigili del fuoco che hanno spento le fiamme. Barbara Montereale è stata svegliata dal trambusto e dai rumori provenienti dalla strada. Secondo quanto accertato dai carabinieri, ignoti hanno divelto una portiera e hanno gettato all’interno materiale infiammabile. Intanto, mentre il sostituto procuratore di Bari Isabella Ginefra ha disposto il sequestro della vettura, il vicecapogruppo dell’Idv alla Camera, Fabio Evangelisti, ha commentato: «Non vorremmo che l’incendio si trattasse di una intimidazione nei suoi confronti».

Arriva sempre da Bari la notizia che la Procura ha convocato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, per riferire sugli appalti regionali nel settore della sanità. Vendola dovrà presentarsi quale persona informata sui fatti davanti al sostituto procuratore Desiree Digeronimo, che dirige l’inchiesta. In particolare il presidente della Regione dovrebbe essere sentito sull’indagine interna avviata e conclusa dallo stesso ente, che ha focalizzato l’attenzione anche sugli appalti assegnati al gruppo dell’imprenditore Gianpaolo Tarantini.

fonte articolo IL TEMPO.it

Leggi l’articolo dei party tenuti dal Presidente del consiglio e i sui “amici”

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REFERNDUM 2009 BRAVI ITALIANI

BRAVI ITALIANI
Avete fatto la scelta giusta, non andare a votare.

Non votando cosa abbiamo dimostrato? Di essere stanchi? Di non credere più nella politica? Ci siamo rassegnati? Non votare equivale a votare NO, quindi tutti VOI che non avete votato e parlo dell’oltre il 65% di Italiani, se almeno si sentono Italiani, che non ha votato, che preferisce astenersi e tenersi cosi la classe politica e il sistema.
Noi non contiamo nulla, niente, il cittadino ha pochissime possibilità di farsi sentire, i referendum sono una di queste.
Superare il quorum significava far vedere alla classe politica che ci siamo stufati di vedee sempre loro.

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