Archivio per la categoria lavoro

SAGGEZZA PELLEROSSA 3


Noi non vogliamo  ricchezze,
vogliamo condurre
i nostri bambini nel giusto.

Non vogliamo richezze,
vogliamo pace e amore.


Nuvola Rossa, Sioux

Saggezza Pellerossa, per non perdere la cultura e i profondi insegnamenti degli Indiani D’America affinché possa essere condiviso da tutta la Grande Nazione degli Uomini.

Mitakuye oyasin
saluto rituale lakota – Siamo tutti fratelli.

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GENOVA G8: PER I GIUDICI “I VERTICI DELLA POLIZIA COPRIRONO LE VIOLENZE"

Depositate oggi le motivazioni della Corte d’Appello di Genova per la condanna di 25 imputati. Responsabili i vertici per violenze e falsi atti
Erano lì, hanno visto, ma non hanno fatto nulla. Questa l’accusa nei confronti dei vertici della polizia presenti al G8 di Genova. Il tutto sta scritto nero su bianco nelle motivazioni della sentenza di secondo grado sulle violenze alla scuola Diaz. La Corte d’Appello di Genova, presieduta da Salvatore Sinagra, le ha depositate oggi con anticipo sulla scadenza annunciata del 16 agosto. L’elemento di novità rispetto al primo grado è la responsabilità omissiva dei vertici della polizia per le violenze (articolo 40 del codice penale) e per essersi “attivamente adoperati” per nascondere la condotta dei violenti durante l’irruzione alla scuola Diaz di Genova nel corso del G8.
Per questi motivi, il 18 maggio scorso, sono stati condannati in appello 25 imputati, tra i quali il capo dell’anticrimine Francesco Gratteri (4 anni), l’ex comandante del primo reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini (5 anni), Giovanni Luperi (4 anni), Spartaco Mortola (3 anni e 8 mesi) Gilberto Caldarozzi (3 anni e 8 mesi). Il processo sulle violenze della polizia nella scuola Diaz e ai manifestanti nella notte del 21 luglio 2001 si era chiuso in primo grado il 13 novembre 2008 con la condanna di 13 funzionari di livello intermedio e con 16 assolti, tra i quali gli stessi Francesco Gratteri e Giovanni Luperi.

Dalle motivazioni della condanna della Corte d’Appello di Genova emerge che del falso documentale sono responsabili anche gli alti funzionari della polizia presenti, non solo i loro sottoposti come stabilito dal Tribunale. Condannati anche per i falsi atti, come le bottiglie molotov portate dentro la scuola dai poliziotti e poi fatte risultare come prova del possesso di armi da parte degli occupanti. La Corte d’Appello ha stabilito che i filmati sono inequivocabili, perché indicano un conciliabolo tra alti dirigenti della polizia nel cortile della scuola con le bottiglie in mano, e ha stabilito che non potevano perciò non sapere nulla.

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PER DIMINUIRE L’AFFOLLAMENTO CARCERARIO: AI DOMICILIARI DA BALDUCCI

Il capo della cricca è agli arresti domiciliari nella sua villa, corpo del reato della corruzione.
Balducci è accusato di avere creato e diretto la cricca che per un decennio ha pilotato tutti i grandi appalti d’Italia, dal Giubileo al G8. Scarcerato il 12 luglio, concessi i domiciliari nella villa con piscina di Montepulciano, villa che è prova della corruzione e frutto delle tangenti pagate da Anemone.
Giornata tipo del carcerato Balducci: tuffi in piscina, relax all’ombra, ginnastica nei viali e bagni di sole.
Reati contestati dalla magistratura: lavori ottenuti come tangenti dal costruttore Anemone per l’assegnazione dei contratti delle grandi opere e della Protezione civile.
Balducci sarebbe stato compensato con: laristrutturazione della villa, lo stipendio della coppia di custodi romeni; 28 mila euro per uno dei macchinari del parco, la fornitura di mobili, ed altro.
Se fosse ritenuto colpevole, ogni giorno di vacanza domiciliare sarà scalato come un giorno di carcere già scontato: tecnicamente si chiama “presofferto”, anche se tale carcerazione sembra tutto tranne un luogo di sofferenza.
Nelle carceri italiane migliaia di persone, la cui maggioranza è in attesa di giudizio, sono costrette a vivere in condizioni disumane; sovraffollamento, mancanza d’igiene, assenza di servizi, impossibilità di svolgere qualunque attività e dall’inizio del 2010 vi sono stati 39 suicidi.

Il carcere dovrebbe essere luogo di rieducazione impedita spesso dal sovrafollamento e dalle condizioni di detenzione.
Si propone, quindi, di utilizzate gli enormi spazi della tenuta Balducci per trasferirvi un adeguato numero di detenuti.

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IL GOVERNO SI RIPRENDE LA RICOSTRUZIONE DE L’AQUILA – A QUANDO LE PROSSIME INCHIESTE?

«Abbiamo deciso oggi con Gianni Letta: riprendiamo nelle mani come governo, come presidenza del Consiglio e come dipartimento della Protezione civile la ricostruzione de L’Aquila». Ad annunciarlo è il premier Silvio Berlusconi nel suo intervento alla Farnesina per la settima conferenza degli ambasciatori italiani nel mondo. Presentando una guida uscita questa mattina che ripercorre i risultati di due anni di governo, il presidente del Consiglio, tra i successi dell’esecutivo cita la tempestività degli interventi dopo il sisma in Abruzzo.
«Abbiamo saputo reagire al terremoto -spiega- costruendo in 10 mesi abitazioni antisismiche per oltre trentamila persone collegate a scuole, asili, negozi e chiese. Non è mai stato fatto al mondo a seguito di nessuna catastrofe». «Abbiamo stanziato 15 mld per il terremoto in Abruzzo -ricorda il premier- per le abitazioni ne abbiamo spesi meno di due e dunque ce ne sono 13 da spendere per la ricostruzione. Purtroppo -sottolinea Berlusconi- le istituzioni locali non hanno saputo intervenire per dare il via ai lavori e quindi riprendiamo nelle mani la ricostruzione».

28 luglio 2010
Articoli correlati:
Ricostruzione Aquila: le domande degli aquilani sabato 8 maggio 2010: Le domande che dopo più di un anno dal sisma catastrofico molti aquilani pongono a se stessi ed agli altri sono scritte in foglietti affissi nelle transenne che delimitano il primo blocco di portici di Corso Vittorio Emanuele, quello che fa angolo con Piazza Duomo. Ne riporto alcune che esprimono in sintesi i più sentiti problemi che coinvolgono tutti gli aquilani: Perché non si riaprono i negozi che non hanno subito danni? Perché la ricostruzione delle frazioni è ferma? Le piazze deserte e transennate bloccano il passaggio degli abitanti…da troppo tempo oramai. Segue.

Le mani della cricca su L’Aquila appalti tre giorni dopo il sisma. FIRENZE – I verbali smentiscono Gianni Letta: chi rideva del terremoto, all’Aquila ha fatto affari. Altro che “non hanno mai messo piede a l’Aquila” e “non hanno avuto né avranno un euro di lavori”, come aveva assicurato nei giorni scorsi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. A smascherare gli imprenditori che come avvoltoi – a cadaveri ancora caldi – si sono avventati sulla ricostruzione post-terremoto, ci sono ora le intercettazioni. Sono gli stessi costruttori al centro dell’inchiesta fiorentina su appalti e favori per il G8. Quelli che già dal pomeriggio del 6 aprile – il giorno del sisma costato la vita a 300 persone – si attivavano per mettere le mani sull’affare dove “adesso ci fanno carne di porco…”. Uno scenario che emerge dal rapporto dei carabinieri del Ros (oltre 20 mila pagine) allegato all’ordinanza di arresto di Angelo Balducci, Diego Anemone, Mauro Della Giovampaola e Fabio De Santis. Sugli schizzi di fango all’Aquila sta indagando, da sette mesi, anche la Procura del capoluogo abruzzese: nei giorni scorsi il procuratore capo, Alfredo Rossini, ha chiesto ai magistrati di Firenze copia degli atti dell’inchiesta che vede indagato, assieme ad altre 23 persone, Guido Bertolaso. “Tanti sono venuti e si sono organizzati per fare speculazioni truffaldine”, spiega Rossini. La presidente della Provincia Pezzopane: “Rendano pubblico l’elenco delle imprese appaltate”. Segue

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NAZISMO: INCRIMINATO “BOIA DI BELZEC”, STERMINO’ 430MILA EBREI

Berlino, 29 lug. – Il tribunale di Bonn ha emesso un atto di accusa per concorso nello sterminio di oltre 430mila ebrei nei confronti di Samuel Kunz, 88 anni, definito il “boia di Belzec”. Il procuratore Christoph Goeke ha confermato che l’atto d’accusa riguarda il “concorso nell’uccisione di 430mila persone nel campo di sterminio di Belzec, l’assassinio di propria mano di 8 persone e l’uccisione di altre due”. La giustizia tedesca e’ arrivata ad individuare Kunz in seguito alle indagini riguardanti John Demjanjuk, l’ex ucraino diventato poi cittadino americano, attualmente sotto processo a Monaco di Baviera per aver collaborato allo sterminio di oltre 27mila ebrei nel campo di concentramento di Sobibor. Kunz, un russo di origine tedesca, che dopo la Seconda Guerra Mondiale era rimasto a vivere in Germania, ha lavorato fino all’eta’ della pensione come muratore per conto del ministero federale dei Lavori Pubblici a Bonn, quando la cittadina renana era ancora capitale della Repubblica Federale. La procura ha rinunciato all’arresto di Kunz, che nel frattempo ha rifiutato qualunque commento sulle accuse nei suoi confronti, in quanto non esiste il pericolo di fuga dell’imputato. Il “Simon-Wiesenthal-Center” aveva collocato nell’aprile scorso Kunz al terzo posto nella lista dei criminali nazisti piu’ ricercati. Come Demjanjuk, anche Kunz faceva parte dei cosiddetti “Trawniki”, i collaborazionisti ucraini e russi dei nazisti, incaricati dello sterminio nei lager del Terzo Reich, in particolare in quello di Belzec, dove secondo i documenti delle SS nel 1942 sarebbero stati sterminati complessivamente 434.508 ebrei, inviati per la maggior parte nelle camere a gas. Gran parte di queste vittime proveniva dai ghetti ebraici polacchi, prevalentemente da quelli di Lublino, Cracovia e Lemberg. Il campo di sterminio di Belzec funzionava con la presenza di appena una dozzina di SS e di 60 “trawniki”, il cui numero era salito successivamente a 120.

Roma.indymedia.org.

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MAILBOMBING: NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA IN LOMBARDIA

Salve,
     sulla stampa è stata anticipata la notizia che il 5 agosto (approfittando della “distrazione” delle vacanze) la Giunta Regionale della Lombardia approverà un Progetto di Legge sulla gestione dell’acqua, in applicazione del Decreto Ronchi, lo stesso di cui si chiede l’abrogazione attraverso il Referendum nazionale che ha raccolto 1 milione e 400 mila firme in Italia, di cui ben 237 mila in Lombardia.
Pertanto anche il Progetto di Legge della Giunta Regionale porterà a consegnare ai privati la gestione dell’acqua.
Vi invitiamo quindi a mandare (da oggi al 5 agosto) un’email agli Assessori Regionali per dire NO alla privatizzazione dell’acqua in Lombardia.

In fondo vi riportiamo gli indirizzi e il testo dell’appello. Fate sentire la vostra voce.

(se volete modificate l’oggetto, per evitare che cancellino l’email come spam).

Saluti fraterni,
Roberto Fumagalli
______________________________
INDIRIZZI:
 

p.c.  roberto@circoloambiente.org

OGGETTO: NO alla privatizzazione dell’acqua in Lombardia.

TESTO:
Agli Assessori della Giunta Regionale della Lombardia


Egregio Assessore,
                           apprendiamo dalla stampa che il giorno 5 agosto p.v. verrà discusso e messo in votazione in Giunta Regionale un Progetto di Legge inerente la gestione dei servizi idrici integrati (S.I.I.), in applicazione del cosiddetto Decreto Ronchi (art. 23 bis della Legge 133/2008, così come modificato dall’art. 15 della Legge 166/2009).
Le anticipazioni sui contenuti del PDL riguardo le modalità di affidamento dei S.I.I. ci preoccupano, poichè obbligherebbero alla privatizzazione della gestione dell’acqua.
Infatti con l’applicazione del Decreto Ronchi Ronchi, l’affidamento della gestione dei S.I.I. a soggetti privati – ovvero a imprese italiane o straniere interessate solo a fare profitto – diventa la modalità ordinaria di assegnazione del servizio; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all’avanguardia a livello europeo.

Ricordiamo in questa occasione che a sostegno del Referendum per l’abrogazione del Decreto Ronchi e per la ripubblicizzazione del servizio idrico, in Italia sono state raccolte 1 milione e 400 mila firme, delle quali ben 237 mila nella sola Lombardia (www.acquabenecomune.org).
Si rammenta inoltre che ben cinque Regioni hanno impugnato per incostituzionalità l’art. 23 bis (così come modificato dall’art. 15 del Decreto Ronchi), ritenendo la norma lesiva delle prerogative delle Regioni stesse in materia di servizio idrico.

E’ inopportuno che vengano adottati provvedimenti fintanto che la Corte Costituzionale non si esprima sui ricorsi delle Regioni e sull’ammissibilità dei Referendum abrogativi sottoscritti da 1 milione e 400 mila cittadini.

Inoltre è utile ricordare che negli scorsi anni in Lombardia si è attivata una vasta mobilitazione popolare contro le precedenti Leggi Regionali in materia di servizi idrici, in particolare contro le  L.R. n. 21/1998 e n. 18/2006, per le parti che imponevano la privatizzazione dell’erogazione dell’acqua. A sostegno di tali mobilitazioni si sono attivati i Comuni; nel 2007 ben 144 Consigli Comunali della Lombardia hanno deliberato contro la L.R. 18/2006; con la successiva L.R. 1/2009, “concordata” coi sindaci referendari, è stata reintrodotta la possibilità dell’affidamento diretto ad aziende totalmente pubbliche.
A tale proposito, ci preoccupa l’eventuale attribuzione delle competenze del governo dei S.I.I. alle Province, che di fatto esautorerebbe i Comuni (ovvero gli Enti più vicini ai cittadini) dalle decisioni su un bene vitale e di interesse per tutti i cittadini qual è l’acqua, cancellando il federalismo rappresentato dai Comuni stessi.
Alla luce di quanto sopra, si chiede di non approvare il suddetto Progetto di Legge per le parti in cui si applica il Decreto Ronchi (che di fatto consegnerà ai privati la gestione dell’acqua) e in cui si esautorano i Comuni delle decisioni in materia di governo dei servizi idrici.

Certi che prenderete in considerazione le nostre richieste, porgiamo distinti saluti. 

COMITATO _________    oppure    NOME COGNOME 

rif.: Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l’Acqua Pubblica – email: roberto@circoloambiente.org

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L’ULTIMA DI BONDI: CINEMA, INTRODOTTO IL DIVIETO AI MINORI DI 10 ANNI

Al cinema il divieto ai minori di 10 anni approvato il disegno di legge Bondi

Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del ministro Sandro Bondi, un disegno di legge che introduce nelle sale cinematografiche il divieto ai minori di dieci anni. Una limitazione in linea con quelle esistente in alcuni paesi europei che si aggiunge alle altre: 14 e ai 18 anni.
La Commissione ministeriale esistente esaminerà ogni pellicola per stebilire se deve essere postyo uno dei 3 limiti alla visione: 10, 14 e 18 anni.
Scopo dell’operazione: “Una tutela più puntuale e efficiente della sensibilità dei minori di età infantile e preadolescenziale, ampliando al contempo, con una maggiore articolazione, la platea di film la cui visione altrimenti risulterebbe limitata ai maggior di 14 anni”.
Gongola Bondi che ha espresso grande soddisfazione per il provvedimento che porta il suo nome.
Il disegno di legge però non convince molto i titolari delle sale cinematografichee. In una nota congiunta, le associazioni di categoria  Anec, Anem, Fice e Acec si dicono sollevate per le assicurazioni del ministro che su questa tema ci sarà dialogo; ma confermano le loro “preoccupazioni e timori”. Parere positivo arriva invece dal Moige: secondo Elisabetta Scala, responsabile dell’Osservatorio media dell’associazione, “l’introduzione del divieto di visione ai minori di 10 anni è positiva perchè va a colmare un vuoto nella classificazione, portando l’Italia allo stesso livello di altri paesi europei”.

Considerando che a 14 e 18 anni i ragazzi possono andare al cinema da soli e quindi porre il divieto alla visione potrebbe avere un senso,  a 10 anni ci vanno accompagnati da adulti: sono essi non in grado di giudicare?


Luciana P. Pellegreffi

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VIDEO LIBERO DA OGM

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CAMPI OGM ILLEGALI IN FRIULI: INTERVIENE GREENPEACE

Greenpeace Update
30 Luglio 2010


pochi giorni fa ti abbiamo segnalato il rischio di una contaminazione da OGM in Italia, a causa di una presunta semina di mais transgenico in due campi in Friuli. Ora abbiamo le prove che quei campi sono transgenici. Lo confermano le analisi effettuate da un laboratorio certificato sui campioni che abbiamo prelevato nei giorni scorsi.

Perciò abbiamo deciso di fare quello che le autorità stanno rimandando da settimane. Questa mattina all’alba i nostri attivisti sono entrati in uno dei campi – a Vivaro in provincia di Pordenone – e hanno isolato, tagliato e messo in sicurezza le parti superiori delle piante di mais transgenico che producono il polline, responsabile della contaminazione.

In questi campi il mais è fiorito e sta già disseminando il proprio polline sulle coltivazioni circostanti. Basta perdere tempo! La Procura di Pordenone deve porre fine a questa contaminazione illegale e incriminare i responsabili e tutti i suoi possibili complici. Il rischio di una contaminazione di tutto il mais del Friuli deve essere scongiurato.

Di fronte a questa emergenza ci siamo appellati al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Scrivi anche tu al Presidente per rafforzare la nostra richiesta.

Grazie!

Federica Ferrario Responsabile Campagna OGM
Greenpeace Italia
greenpeace Italia 2010

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LAMBRO: NUOVO SVERSAMENTO DI IDROCARBURI NEL FIUME

MONZA, 29 LUG – Durante la scorsa notte gli agenti della Polizia Provinciale con i volontari delle Gev e i sommozzatori della Protezione civile hanno effettuato un intervento di contenimento sulle sponde del fiume Lambro, nel tratto vicino al Parco di Monza, dove era stato segnalato gia’ dal pomeriggio di ieri uno sversamento di idrocarburi nelle acque del fiume. Sono state installate barriere oleoassorbenti e una quindicina di cuscinetti per contenere gli olii industriali riversati nel fiume, probabilmente a causa del lavaggio di qualche cisterna.(ANSA)

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