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Salviamo la libertà di internet contro il bavaglio digitale

Salviamo la libertà di internet contro il bavaglio digitale
E’ gravissimo e fuori dal mondo, ormai digitale, il passaggio sui blog del Disegno di legge Alfano sulle intercettazioni. Non c’è stato ascolto, finora, rispetto a un’indicazione molto chiara che viene dall’universo della rete: stralciare un comma che equipara impropriamente i siti alla carta stampata. C’è ancora la possibilità, se si vuole, alla ripresa del dibattito nell’aula della Camera. Sappiamo che è l’opinione di tante associazioni e certamente anche dei giovani della rete degli studenti medi riuniti a Marina di Grosseto. Salviamo la libertà di internet contro il bavaglio digitale”. Lo dichiarano il senatore pd Vincenzo Vita e Giuseppe Giulietti, deputato e portavoce di Articolo 21. La rete non può sottostare alle stesse regole. “Qualche passo avanti è stato fatto alla Camera. Certo, passare dal nulla  alla possibilità di pubblicare le intercettazioni pur nei limiti dell’emendamento è un passo avanti. Rimangono, tuttavia, delle perplessità in merito ai tempi della celebrazione dell’udienza stralcio che non sono definiti, fissati. Se c‘è da adottare un provvedimento urgente, tipo custodia cautelare, mi domando: quando si svolge l’udienza stralcio, prima o dopo l’adozione del provvedimento?” Ad affermarlo sul sito di Articolo21 è Roberto Mastroianni, professore ordinario di Diritto sull’Unione Europea all’Università Federico II° di Napoli.
Sulla pubblicazione per riassunto, il rischio è che non è detto che questo sia fedele e, quindi,  sarebbe preferibile la pubblicazione integrale, anche per non permettere eventuali modifiche  o interpretazioni errate. Infine, reputo che non sia comunque giusto estendere alla rete,  e quindi ai siti e ai blog, le medesime regole che dovrebbero essere applicate per i grandi mezzi di informazione.” 

di Redazione articolo 21.info

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"NUOVARESISTENZA NEWS": NUMERO 6 LUGLIO 2010

IN QUESTO NUMERO:

SEMPLICEMENTE PAOLO

MAFIE A MILANO E IN LOMBARDIA

INIZIATIVE-PETIZIONI: 

* NON PASSERANNO, ROMA 28 E 29 LUGLIO CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO

* CONTRO LA LEGGE BALILLA DI LA RUSSA, MELONI E TREMONTI

NEWS DAL PARLAMENTO EUROPEO SU INELEGGIBILITA’ DEI CONDANNATI

Visita il sito e scarica questo numero e i precedenti QUI

Luciana P. Pellegreffi

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WIKILEAKS

BANDANAX VIGNETTE
Vedi: SATIRA

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BAVAGLIO AI BLOG: DA DOMANI IN PIAZZA “IL NOSTRO CONTROLLO? SONO I LETTORI”

 Bavaglio ai blog, da domani in piazza   "Il nostro controllo? Sono i lettori"


ROMAIn piazza per 24 ore. Una protesta non stop contro il Bavaglio alla Rete. Si parte mercoledì. Appuntamento a mezzanotte in Piazza Montecitorio, a Roma. Una “veglia” animata dal “Comitato per la libertà e il diritto all’informazione e alla conoscenza”, il ‘cartello’ che riunisce le forze protagoniste della manifestazione del primo luglio contro il ddl intercettazioni. Obiettivo: arrivare alla modifica del comma 29 del decreto Alfano, la disposizione che prevede per i blog l’obbligo di rettifica entro 48 ore.

Tra le proposte per correggere la norma c’è quella della “rettifica fai da te”, un modo per consentire agli utenti di un blog di intervenire su ciò che viene pubblicato. E per fornire ai blogger la possibilità di eludere l’obbligo di rettifica entro 48 ore previsto dal Ddl. Ne parliamo con Fabio Chiusi, blogger, doppia laurea in Italia e master alla London School of Economics, tra i primi firmatari dell’appello contro il bavaglio alla Rete.
E’ una “normativa sbagliata – dice – che non tiene conto delle differenze tra giornalismo professionale e produzione amatoriale delle notizie. E che non garantisce allo stesso modo i blogger e i giornalisti”.
Chiusi, non ritiene giusto chiedere ai blogger di garantire un’informazione corretta?
“Credo che da un lato sia impossibile fornire una ‘garanzia di correttezza’ in Rete e dall’altro che quella garanzia non serva a nulla. In Rete vale il motto ‘content is king’: chi scrive cose vere, viene premiato dai lettori. Chi diffonde notizie false o diffamatorie è punito in termini di visibilità. E se necessario, dalla legge”.
Cosa comporta per un blogger far fronte all’obbligo di rettifica?
“Il punto è che il codice deontologico di un blog sono i suoi lettori. Saranno loro a mettere in evidenza un eventuale errore. E a chiedere, tramite i commenti, una rettifica. Succede di sbagliare, ma con un po’ di onestà intellettuale tutto si aggiusta. Quando questa viene a mancare, non c’è legge che tenga”.
Ipotizziamo: la legge bavaglio passa. I blogger eluderanno la normativa?
“Si pensa a un ‘widget’,
un’applicazione che permetta agli utenti stessi di comporre la rettifica e pubblicarla sul blog. Ne ha parlato l’avvocato Guido Scorza, uno dei maggiori esperti, in Italia, di diritto sulla Rete. Poi si potrebbe pensare a server localizzati all’estero. Ma su questo il dibattito è aperto, e non tutti sono disposti a giurare che basti per evitare di ricadere sotto l’ombrello del decreto Alfano”.
Il 29 luglio sarete a Montecitorio. Cosa chiedete alla maggioranza e cosa vi aspettate dall’opposizione?
“La libertà di espressione sul web non va ridotta a una campagna dell’opposizione. Detto questo, la direzione del governo è sbagliata. L’accesso alla Rete è un diritto fondamentale. E assicurarlo dovrebbe essere preoccupazione del legislatore. Del resto sono le posizioni di Fini: non capisco perché la sua maggioranza faccia di tutto per smentirle”.
Sul calendario si decide il 29. Spetterà ad una nuova riunione dei capigruppo della Camera, già prevista per giovedì prossimo, stabilire se a Montecitorio sarà votato il ddl intercettazioni prima della pausa estiva dei lavori parlamentari. La conferenza dei capigruppo di oggi ha sostanzialmente confermato l’inizio della discussione generale sul testo il 29 luglio, come inizialmente previsto, ma non c’è ancora una decisione sul prosieguo dell’esame del testo. La Camera, prima di chiudere per l’estate, dovrà eleggere gli otto membri laici del Csm (in seduta comune con il Senato) ed esaminare anche due decreti legge che scadono agli inizi di settembre: quello sulla privatizzazione di Tirrenia  (scade il 5/9) e quello in materia energetica (scade il 7/9). Giovedì sarà possibile sapere quale sarà l’incastro dei provvedimenti.
CARMINE SAVIANO
27 luglio 2010 – Repubblica.it

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SEI VOLTE P38: INTIMIDAZIONE CONTRO ITALO ROMANO, BLOGGER DI "OLTRE LA CORTE"

Oltre la corte è un’ottimo Blog, che ha spesso il coraggio di affrontare temi scottanti, Un blogger che ha avuto il coraggio di metterci la faccia e di dire cosa i giovani calbresi intendano per libertà ed indipendenza dalle mafie. che ha il coraggio civile di praticarlo e di scriverne…ed ecco la risposta, l’unica che questi signori conoscono, l’intimidazione, la minaccia. 

Non lasciamo solo Italo Romano non merita di essere mollato a sè stesso, molti troppi sono stati abbandonati dallo stato, dimenticati dai notiziari, lasciati a sè stessi, isolati dal silenzio e dall’omertà.

Giandiego Marigo 

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Questa notte, tra sabato 24 Luglio e domenica 25 Luglio, alle ore 2:15, sei colpi di pistola, più precisamente una P38, sono stati indirizzati verso la mia abitazione. Per fortuna nessuno é rimasto ferito. Sono state gravemente danneggiate la macchina di mio padre e quella di mio nonno, che sostavano come sempre nel giardinetto recintato antistante la porta. Anche il cancello, dai quali verosimilmente sono arrivati gli spari é stato colpito e scheggiato in più punti. I rilievi sono stati effettuati dai Carabinieri di Celico, arrivati in tutta calma circa 30 minuti dopo la chiamata.
Io abito a Pianette di Rovito, un paesino ai piedi della Sila, il primo che si incontra imboccando da Cosenza la Statale Silana 107 direzione Crotone. Zona residenziale, data la sua vicinanza alla città, in piena e continua espansione edilizia e non solo. La situazione é sconcertante.
Motivazioni? Nessuna. Almeno in questo momento non riusciamo a darci una spiegazione plausibile. In pieno sonno siamo stati svegliati da una raffica di colpi, che hanno squarciato il silenzio della notte. Ovviamente nessun testimone. Tutti barricati in casa, nessun gesto di solidarietà e di amicizia da “buon vicinato”. E’ incredibile sotto tiro di una P38, una pistola di grosso calibro che non tutti sono in grado di usare. Le semiautomatica é stata uno dei simboli degli anni di piombo ed é stata resa celebre dal manga giapponese Lupen III.
Un atto indimidatorio in piena regola, attualmente, senza un preciso movente. Un’azione animalesca e vigliacca in pieno stile mafioso. Sono allibito. La mia é una famiglia come tante, onesta e lavoratrice senza nessun rapporto con la criminalità e con un forte senso della giustizia. Impegnati nel sociale e nella politica locale, ma sempre con ruoli non ufficiale e del tutto marginali.
Mi hanno sparato ad un metro dalla porta, come nei film, come si sente (o si sentiva) ai telegiornali. Quelle cose che mai e poi mai pensi possano capitare a te, e invece…
Sono situazioni che ti lasciano senza parole e che fanno montare un gran rabbia. Quest’oggi un’immensa amarezza pervade il mio essere, mi sento svuotato, paralizzato e impotente.
Viviamo nel Far West e le istituzioni sono assenti e non prendono la parte dei cittadini lesi. Siamo in balia del terrore e sotto tiro di bande criminali che soffocano la nostra vita.


Italo Romano
Oltre la Coltre

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Atto vile come le persone che lo hanno fatto. Grave e mafioso.
Esprimiamo la nostra solidarietà.
Non staremo zitti e divulgheremo in rete quanto è successo.
Non sei solo, lo devono sapere.

Un abbraccio a te e alla tua famiglia
Neuroniattivi

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VIDEO E INTERVISTE DEL 1° LUGLIO 2010 – NO LEGGE BAVAGLIO


Oltre 20 servizi ed interviste da Piazza Navona su Libera.Tv

Beppe Giulietti, Moni Ovadia, Cesare Salvi, Gennaro Migliore, Fulvio Fannoni, Antonio Persia, Piero Fassino, Ilaria Cucchi, Diego Bianchi,Paolo Serventi Longhi, Corradino Minneo, Nicola Zingaretti, Silvia Resta, Emanule Giordana, Alessandro Occhipinti, Tommaso Fulfaro, Giuliano Girlando, Antonello Impagliazzo, Ottavia Piccolo, Fausto Bertinotti, Stefano Rodotà, Patrizia D’Addario, Antonio Di Pietro, Roberto Natale.

Servizi dalla piazza

Luciana P. Pellegreffi

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FINLANDIA: LA RETE E’ DIRITTO FONDAMENTALE

È il primo paese al mondo a riconoscere legalmente un ruolo fondamentale alla banda larga. Ci si augura sia solo la prima tappa.
Roma – Dal primo luglio ogni cittadino finlandese avrà garantita per diritto una connessione a banda larga ad almeno 1 Mbps, in quanto servizio universale.
 
L’obiettivo istituzionale per la verità è ancora più largo: fornire a tutta la popolazione una connessione a 100 Mbps entro il 2015. Per far questo il governo finlandese ha quindi innanzitutto sancito come diritto quello della connettività: così le compagnie dovranno – dal primo luglio – fornire a tutti i residenti la banda larga minima garantita. Secondo i dati ufficiali, per la verità, il 96 per cento della popolazione sarebbe già online, escluse sarebbero attualmente solo 4mila case.

La stessa idea della connessione come diritto era stata avanza in un sondaggio condotto dalla BBC, e quattro persone su cinque si erano dichiarate d’accordo.Il Ministro delle comunicazioni finlandese Suvi Linden ha spiegato: “Il servizio Internet non ha più esclusivamente un ruolo di intrattenimento, ma è importante per la vita di tutti i giorni dei finlandesi”. La Finlandia, oltretutto, si pone in antagonismo con le politiche adottate da altri paesi come la Francia, che ammettono la possibilità di disconnettere l’utente in caso di perdurate attività di file sharing di materiale protetto da copyright, tanto che le etichette discografiche avrebbero già etichettato il paese scandinavo come “estremista radicale”.


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CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO: 1° LUGLIO MARATONA WEB A RETE UNIFICATA

Giovedì 1 luglio – in occasione della manifestazione nazionale promossa dalla FNSI per la libertà di informazione , la rete delle micro web tv, dei portali iperlocali, delle web tv e web radio d’università, dei blog e videoblog, delle piattaforme online create dal basso rilancia online una maratona “a rete unificata”.
L’evento prende il nome di Libera rete www.liberarete.tv  e verrà trasmesso dalle ore 17 alle ore 24 di giovedì 1 luglio.
La lunga diretta – ideata e supportata dalla federazione delle micro web tv FEMI, Altratv.tv, Valigia Blu, Federazione Nazionale Stampa Italiana, Ipazia Promos e Current - intende presentare per la prima volta “a rete unificata” il ruolo di denuncia delle micro web tv italiane nel panorama dell’informazione del Paese: saranno trasmesse le inchieste più significative per mostrare quanto sia condizione necessaria per la democrazia e la legalità la libertà di fare stampa e di essere informati. 
Al progetto aderiscono anche Repubblica.it, U-Station, Raduni, Agoravox, Articolo 21, Premio Ilaria Alpi. La maratona seguirà l’evolversi della manifestazione di piazza Navona e gli eventi correlati promossi dalla FNSI per la libertà di informazione e contro la legge bavaglio. Pertanto si alterneranno le immagini della manifestazione con le inchieste delle micro web tv e dei partner del progetto. Nel corso della maratona interverranno in webcam via Skype e con collegamenti telefonici giornalisti, magistrati, micro-editori delle micro web tv. Uno spazio rilevante sarà dato alla finestra con l’estero, con la partecipazione di osservatori della stampa estera. Le micro web tv porteranno all’attenzione del pubblico anche una proposta concreta: la compartecipazione delle imprese tlc ai costi delle intercettazioni, come peraltro avviene in altri Paesi Europei. Tutte le piattaforme online possono aderire trasmettendo in diretta l’evento e intervendo nel corso della diretta. Per l’adesione occorre iscriversi su www.liberarete.tv.

Ha aderito anche www.nuovaresistenza.org
Luciana P. Pellegreffi

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NUOVARESISTENZA LIVE TV: "RESISTENZA POETICA" 25 GIUGNO 2010




WWW.NUOVARESISTENZA.ORG

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METTIAMO NOI UNA PEZZA ALLA LEGGE BAVAGLIO – IL NOSTRO EMENDAMENTO

C’è una parte del Disegno di Legge sulle Intercettazioni di cui nessuno parla. Non ne parlano i telegiornali, ma non ne parlano neppure i grandi giornali, come il Corriere o Repubblica. Non ne parlano neppure i piccoli giornali… insomma: non ne parla nessuno. Sono tutti – giustamente - molto concentrati sulla tutela del diritto dei cittadini italiani ad essere informati, e sulla tutela delle tasche degli editori rispetto alle pesanti sanzioni che potrebbero essere loro comminate nel caso in cui pubblicassero stralci di una qualsiasi intercettazione per la quale le indagini preliminari non si siano ancora concluse. Del Diritto di Rettifica applicato ai siti informatici nella rete italiana, invece, non parla nessuno.
Il Diritto di Rettifica arriva veramente da lontano. Per la precisione, dal 1948, in un’epoca nella quale non soltanto non esisteva ancora internet, ma la maggior parte delle persone non aveva neppure il telefono. Cosa voleva normare la legge sulla stampa del 1948, all’articolo 8, denominato “Risposte e Rettifiche“? In sostanza sanciva che se io mi fossi sentito diffamato da uno scritto pubblicato su un quotidiano, avrei avuto il diritto di richiedere una rettifica all’editore del quotidiano, il quale avrebbe avuto l’obbligo di pubblicarla, per non più di 30 righe e con le stesse caratteristiche tipografiche, nel tempo massimo di 48 ore. Altrimenti? Altrimenti l’editore sarebbe incorso in una sanzione che all’inizio degli anni ’90 è stata riaggiornata ad una finestra compresa tra i 15 milioni e i 25 milioni di vecchie lire. In euro, una cifra variabile tra gli 8 mila e i 13 mila euro.
Bene: con il DDL Intercettazioni l’attuale maggioranza di governo individua l’opportunità di introdurre il diritto di rettifica, pensato nel 1948, nella rete internet italiana del 2010. E lo fa così:
28. All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
  1. dopo il terzo comma e` inserito il seguente: «Per le trasmissioni radiofoniche o televisive,le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilita` della notizia cui si riferiscono»;
  2. al quarto comma, dopo le parole: «devono essere pubblicate» sono inserite le seguenti: «, senza commento,»;
 Notare che si introduce anche l’obbligo di pubblicare la rettifica senza nessuna possibilità di aggiungere commenti, in palese contraddizione con la libertà di espressione, consegnando di fatto le chiavi di casa propria senza avere la possibilità di proferir parola.

  Ora, qual’è il pericolo che si ravvisa nell’introdurre il Diritto di Rettifica, così come è stato pensato nel 1948, nella rete italiana del 2010? Sgomberiamo immediatamente il tavolo da ogni dubbio: qui non c’è nessuno che davvero voglia impedire a qualcuno che dovesse sentire lesa la propria reputazione di rettificare con un proprio scritto nel quale controbattere con le argomentazioni più opportune. Semmai è vero il contrario, e cioè che talvolta si soffre per la mancanza di inclinazione al dialogo. Cominciamo però dal ribadire che è una norma, questa, che non trova corrispondenze in nessun altra democrazia cosiddetta liberale, e questo dovrebbe indurci a fare qualche riflessione. Ma soprattutto, per come è stata formulata, la norma presenta aspetti molto ostici.

  Per esempio, la definizione si applica ai siti informatici. Ma che cos’è un sito informatico? Beh, qualsiasi cosa che sia raggiungibile mediante il protocollo http, che sia esposta nella forma di una pagina web e che permetta di mostrare qualcosa nella finestra di un browser, quella può definirsi a tutti gli effetti sito informatico. Vogliamo davvero sostenere che qualsiasi cosa compaia sulla rete nelle forme suddette debba soggetta alla normativa sul diritto di rettifica? Non so, tanto per capirci: il supermercato online che consente l’acquisto dei suoi prodotti, tra i quali magari ve n’è uno che richiama il cognome di un tizio, chessò… il signor Pomodoro, il quale potrebbe sentirsi gravemente leso perché il suo nobile lignaggio è accostato all’immagine di una verdura - fatto di una gravità inaudita – ecco: anche quello è un sito informatico. Deve consentire il diritto di rettifica? Il signor Pomodoro dovrebbe avere la possibilità di replicare con un testo non superiore alle 30 righe, da applicarsi con le stesse modalità grafiche, portando così alla situazione assurda che sotto all’immagine del pomodoro potremmo trovare scritto “Il signor Pomodoro ribadisce di non avere nulla a che fare con verze, zucchine e carote?“. Non avrebbe certamente senso, ma tale è l’interpretazione che dal testo della legge se ne potrebbe trarre. Meglio sarebbe stato se avessero specificato che “per i blog, e più in generale per i siti di informazione, è introdotto il Diritto di Rettifica“. Sarebbe stato più onesto.

  Ma la parte più ostica di questa nuova/vecchia disciplina è rappresentata dal vincolo improrogabile delle 48 ore. Se è vero infatti che una testata tradizionale ha una struttura di ricezione delle richieste di rettifica e, di certo, uno studio legale alle spalle, il blogger non ha niente a che fare con tutto questo. Un blog è una realtà che va avanti tra mille difficoltà, con i propri mezzi. Spesso – come nel caso di Byoblu.Com – è condotto da una persona sola. Niente di più facile dunque che un blogger non abbia temporaneamente la connessione ad internet, o che magari gliel’abbiano staccata per morosità, o auguratamente che abbia deciso di farsi un week-end con la sua fidanzata, oppure ancora che sia fuori per un’inchiesta e l’eventuale richiesta di rettifica venga ritirata da un familiare che nulla sa della rete nè di come pubblicare un testo su un blog. In tutte queste situazioni un blogger avrebbe sicure difficoltà nell’ottemperare ad una richiesta di rettifica in sole 48 ore. Con la spiacevole conseguenza che chiudere un blog scomodo diventerebbe un gioco da ragazzi: basterebbe fargli pervenire una richiesta di rettifica quando è noto – perché pubblico – che il suo autore è magari in vacanza, per comminargli una sanzione di 13 mila euro a fronte della quale ogni blog indipendente sarebbe condannato a morte certa.

 Non soltanto dunque i blog condotti da privati cittadini sarebbero indotti a chiudere, in aperto contrasto con lo spirito rinascimentale che vuole invece agevolare e incentivare la partecipazione democratica dei cittadini al processo di formazione culturale in tutta Europa e oltreoceano, ma coloro che vorrebbero avvicinarsi a questo processo democratico ne sarebbero dissuase, per la paura di vedersi comminare sanzioni così pesanti alle quali non sarebbero in grado di fare fronte.

 E così, siccome la rete non la sta difendendo nessuno, siccome rischiamo di far precipitare la rete italiana in un medioevo digitale, e siccome anche la stessa opposizione latita su questo argomento, mi sono preso la briga di contattare un parlamentare interno alla maggioranza stessa, che in passato si è speso a favore della rete, scongiurando in più occasione alcuni pericoli reali. Mi riferisco all’On.Cassinelli, il quale mi ha detto di essere consapevole di questa grave minaccia, e di avere già provato a buttare giù una bozza, un draft contenente una proposta di emendamento che, una volta raffinata,  potrebbe essere portata in discussione quando il DDL Intercettazioni approderà alla camera per la sua votazione, presumibilmente dopo la pausa estiva. La bozza che Cassinelli propone è la seguente. 

PROPOSTA DI EMENDAMENTO ART. 15

  Al comma 1, lettera a), sostituire il secondo periodo con il seguente: «per i siti e le pagine diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono  pubblicate, con le stesse caratteristiche grafiche e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono, entro quarantotto ore dalla richiesta se la testata è registrata presso la cancelleria del Tribunale
come disposto dall’articolo 5, oppure entro sette giorni dalla richiesta se il sito o la pagina non è riconducibile ad alcuna testata registrata presso la cancelleria del Tribunale, ed in entrambi i casi devono rimanere visibili per un tempo almeno pari a quello in cui è rimasta visibile la notizia cui si riferiscono ».
  Al comma 1, lettera d), sostituire le parole «per quanto riguarda i siti informatici» con le seguenti: «per quanto riguarda i siti e le pagine diffusi per via telematica».
  Al comma 1, lettera e), sostituire le parole «o delle trasmissioni informatiche o telematiche» con le seguenti: «o dei siti e delle pagine diffusi per via telematica».

 L’idea di Cassinelli, che ringrazio pubblicamente perché sembra essere il solo disposto a fare da sponda alla rete, è quella di differenziare i siti di informazione tra quelli che sono regolarmente registrati al tribunale e quelli che invece afferiscono a privati cittadini, ovvero non sono registrati come testate giornalistiche. Nel primo caso il limite di 48 ore sui tempi di pubblicazione della rettifica andrebbe mantenuto, mentre nel secondo caso il limite slitterebbe fino a 7 giorni.
 Inoltre Cassinelli propone di cambiare la definizione dell’oggetto di questa normativa – cioè a chi si applica - da siti informatici a trasmissioni informatiche o telematiche.

L’approvazione del DDL Intercettazioni dovrebbe avvenire non prima del settembre prossimo. Quindi, insieme a Cassinelli, si è pensato di affidare alla rete il compito di cercare qualche alternativa, partendo da questa bozza, per mettere insieme le idee migliori e provare a presentarle. In altre parole, cari cittadini digitali, siccome al momento nessuno ci tutela, assumiamoci la responsabilità di elaborare noi qualche idea, e proviamo a sottoporla.
Le proposte verranno inizialmente raccolte sotto forma di commenti a questo articolo. Successivamente sarà possibile accorparle, discuterle nel merito e metterle ai voti.

C’è tempo ma poi neanche molto. Coraggio, diamoci da fare!


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