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RAI3, TORNA PRESA DIRETTA: 5 SETTEMBRE NDRANGHETA A MILANO


La ‘Ndrangheta è più potente e pericolosa di mafia e camorra? Quanto è radicata e diffusa nel territorio la criminalità organizzata calabrese? Quali e quante sono le famiglie, i clan, le cosche che con gli enormi capitali accumulati tengono in pugno l’economia regionale? Con i suoi tentacoli e con la sua potenza economica la ‘Ndrangheta si sta preparando a infettare l’Italia tutta, l’Europa e il nord America.

Le telecamere di “Presadiretta” erano proprio lì durante difficili operazioni di contrasto al crimine.  
Un reportage dal fronte caldo di una guerra insidiosa contro un nemico che non si vede, un nemico che  resiste cambiando continuamente aspetto e  mimetizzandosi nelle pieghe della società civile.

Dalla Calabria il  filo degli affari della ‘Ndrangheta ci porterà nel cuore dell’economia lombarda dove gli investimenti sono di enorme portata grazie a complicati giri di soldi, di società rebus a scatola cinese che permettono ai criminali calabresi di infiltrarsi negli appalti e ad essere presenti dove maggiore è il giro degli investimenti.
Dal 5 settembre PRESADIRETTA torna in onda  per sei puntate, tutte le domeniche sera in prima serata su RAI TRE.

E nella settimana che ha visto la criminalità calabrese attaccare direttamente gli uomini dello Stato, PRESADIRETTA ha deciso di dedicare tutta la prima puntata alla  NDRANGHETA. Abbiamo seguito per mesi l’attività di contrasto alle cosche calabresi fatta da centinaia di poliziotti,carabinieri,finanzieri e magistrati e vi faremo vedere quanto profonda è la presenza della ndrangheta nel tessuto sociale ed economico dei territori dove si insedia. E vi faremo toccare con mano quanto vasto è l’insediamento della ndrangheta a Milano e Provincia.

La seconda puntata l’abbiamo dedicata alla  EVASIONE  fiscale in Italia, talmente vasta e diffusa nel nostro Paese che non basterebbero dieci puntate per raccontarla tutta. Poi torneremo sulla crisi economica e industriale : a che punto siamo ? è vera ripresa quella che si annuncia ? E cosa ci aspetta dopo la crisi . Un viaggio che parte da Termini Imerese, passa per il distretto della metalmeccanica di precisione della provincia di Reggio Emilia e finisce in Svizzera, dove molte aziende italiane stanno cominciando a delocalizzare.

In questa serie abbiamo voluto dedicare un’intera puntata anche alla discriminazione di genere , detto semplice, al fatto che le donne in Italia contano pochissimo e sono bassissime le percentuali di presenza femminile nei posti di comando della nostra società, dalla politica alla economia. L’abbiamo voluta chiamare  SENZADONNE, perché questa è l’Italia, un Paese che rinuncia al 50 per cento dell’intelligenza, della capacaità e della passione delle donne.

Poi come promesso presenteremo un lungo reportage sul NUCLEARE. Sapete che l’Italia ha scelto di rimettere in piedi un’industria nucleare di produzione dell’energia e noi vi faremo vedere quali sono i problemi del nucleare nei paesi che convivono con questa industria da piu’ di 50 , in Germania, Francia, Inghilterra e Finlandia.

Infine , l’ultima puntata l’abbiamo dedicata all’Italia , si chiama FRATELLI DI ITALIA e cerca di rispondere a questa domanda : dopo 150 anni che viviamo  assieme ci sentiamo veramente tutti italiani , crediamo ancora in un destino comune? O la prospettiva è quella della separazione?

dal 5 settembre ore 21.00 RAI TRE

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PROFILO POLITICO E CULTURALE DEI "MANOVRATORI" DEI MEETUP DI BEPPE GRILLO

Vi segnalo tre articoli apparsi sul n° 5 di Micromega e che parlano tutti del MoVimento e dei Grillini.
Ho caricato nella sezione 'file' copia dei tre articoli perché suggerisco a tutti di leggerli per varti motivi:

1. Micromega è una rivista seria, normalmente bene informata, ed è tra le preferite dagli intellettuali di sinistra.

2. E' la prima volta che questa fetta del mondo di 'sinistra' si interessa ai 'grillini' con tanta attenzione, e questo è un segnale da decodificare.

3. I tre articoli, anche se con taglio diverso, inviano un duplice implicito messaggio: ai politici, non sottovalutate il fenomeno 'grillo', per effimero che possa apparire; ai simpatizzanti di Grillo, non è tutt'oro quel che luccica, attenzione alle delusioni.

Ai più informati di noi, questi articoli non aggiungono molto di più di quanto già sappiamo. Tuttavia quel poco di più mi è sembrato assai interessante (come la storia della Società Casaleggio).

Mi hanno talvolta infastidito accenti intonati ad un affettuoso paternalismo, ispirati dagli aspetti più romantici, o velleitari del fenomeno grillesco. Eppure le puntualizzazioni sulla mancanza di prospettive operative a lungo termine e sulla fluidità (liquidità) di un'identità improvvisata e alimentata solo dalle trovate geniali del 'comico genovese', sono intelligenti e meritano riflessione.

Il tema: se anche Grillo fosse un bluff? Oppure, che succederebbe se Grillo scomparisse dalla scena? E' un tema che si dovrebbe affrontare con maturità.

La mia riflessione personale mi ha condotto finora alla conclusione che quello che conta veramente è la spazio partecipativo che grazie a Grillo (e ai suoi soci un po' nell'ombra) si è EFFETTIVAMENTE aperto. Questa, è una realtà e questa realtà si sta arricchendo, nel complesso in modo interessantissimo, nuovo, ma anche disordinato, improvvisato e spesso ambiguo.
Di conseguenza è importante non sprecare l'occasione, ma occupare questo spazio in modo intelligente, organizzato e gradualmente sempre più autonomo anche da figure carismatiche e formidabili come B. Grillo. Nello stesso tempo e fino a quando questo sarà possibile dovremmo consapevolmente sfruttare l'enorme potenziale di Grillo nel saper convocare, per crescere; ma crescere in tutti i sensi.
di Peppe Carpentieri
Fonte

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TUTELA DELL’INFORMAZIONE: ITALIA E GERMANIA, DUE PAESI AGLI ANTIPODI


Il consiglio dei ministri tedesco ha approvato un disegno di legge volto a proteggere maggiormente i giornalisti dall'azione giudiziaria e quindi a rafforzare la libertà di stampa. In sostanza i giornalisti non saranno più perseguibili in caso di concorso nella pubblicazione di materiale riservato ottenuto da terzi.
Il consiglio dei ministri italiano, invece, cerca ormai da mesi di imbavagliare l'informazione del Paese con un Disegno di legge che anche l'ONU ha bocciato senza appello.
In fatto di libertà di stampa, oggi, la Germania si posiziona al 17° posto ed è indicata come nazione "libera". Con questo nuovo Disegno di legge scalerà ancora la classifica.
L'Italia, invece, è al 72° posto (penultima in Europa, peggio della Corea del Sud e ad ex aequo con l'India) ed è ritenuta "parzialmente libera". Se la legge bavaglio dovesse diventare realtà, sprofonderebbe ancora più in basso. (clicca e scarica il rapporto "Freedom of the presse 2010")

Sempre in Germania l'andamento del Pil ha fatto segnare una crescita record: un +2,2% nel secondo trimestre del 2010. Una crescita che trascina la ripresa dell'Ue. Oggi, quello tedesco è uno sviluppo in grado di autosostenersi.
Sempre in Italia, invece, il dato per lo stesso periodo si ferma ad un modesto +0,4%, che la posiziona come fanalino di coda fra i maggiori paesi europei. Il presidente del Consiglio, dopo mesi di finto ottimismo, si è svegliato e ora confida a Bossi di un pericolo Grecia per l'Italia.
Mi viene da dire che Italia e Germania sono due nazioni agli antipodi. Peccato che l'Italia si trovi sempre all'antipode sbagliato. L'unica soluzione è un'alternativa di governo valida e credibile. Un centrosinistra unito che non ha bisogno né dei finti moralisti finiani, né del partito di Cuffaro. Perché di Mastella ne abbiamo già
avuto uno
, e ha consegnato l'Italia nelle mani di Berlusconi.
Altra soluzione, utopistica, è un interscambio di governi, con la Merkel in Italia e Berlusconi in Germania. Giusto il tempo di portarli a crescita zero. E sempre che lo vogliano.

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WIKILEAKS: QUANDO LA TRASPARENZA FA ANCHE DANNO

"Non solo il Pentagono, ma anche associazioni e organizzazioni umanitarie non governative, tra cui Amnesty International, chiedono al sito Wikileaks di cancellare i nomi contenuti nei documenti sulla guerra in Afghanistan resi pubblici tre settimane fa. Le Ong hanno inviato una lettera ufficiale al fondatore del sito, Julian Assange: «Abbiamo avuto modo di osservare le conseguenze negative, a volte letali (di questa scelta)» hanno spiegato, sottolineando che gli afgani di cui è stato rivelato il nome sono stati identificati dai talebani come collaborazionisti o comunque simpatizzanti delle forze internazionali.
Oltre ad Amnesty, il gruppo di Ong comprende la Civic (campaign for Innocent Victims in Conflicts), l’ufficio di Kabul dell’ International Crisis Group (ICG), la Independent Human Right Commission, l’ Open Society Insititute (OSI).
Assange ha risposto in modo provocatorio, chiedendo alle associazioni di aiutarlo nell’opera di cancellazione. Contando che sul portale si trovano 76 mila documenti, e altri 15 mila sono in fase di pubblicazione, il lavoro da svolgere risulta praticamente infinito. Dura la risposta di Amnesty: non abbiamo tempo. (...)"

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201008articoli/57531girata.asp  
 
L'articolo che cito sopra e di cui segnalo il link (i grassetti sono miei) è sicuramente una prova in più di come non avessero torto i critici dell'operazione "trasparenza" impostata dal fondatore di Wikileaks; oltre a non dire molto di nuovo, la pubblicazione di documenti top secret può realmente comportare un rischio per chi viene in essi citato. E dunque forse c'era anche qualche ragione nelle proteste del Pentagono e della Amministrazione americana che temevano ripercussioni per gli uomini e le donne coinvolti nelle operazioni belliche.
 
Oltre ai gravi dubbi di natura etica sulle conseguenze di questa pretesa "ricerca di verità", è anche sull'effettiva positività "politica" di tale divulgazione che dobbiamo interrogarci: c'è da chiedersi chi e perché fornisca documenti al sito di Assange e se l'operazione non sia involontariamente strumento di dinamiche interne all'amministrazione americana. Ammesso e non concesso che in questo caso la fuga di notizia sia stata reale e non controllata, gli stessi "apparati" che si vorrebbero (in teoria) combattere impareranno presto ad "usare" Wikileaks per i propri scopi, infiltrandosi adeguatamente fra i fornitori di dati.
 
L'effetto "verità"  - inoltre - può essere reale e funzionare (forse) la prima volta, ma in seguito può essere ben sfruttato anche da nemici di Stati Uniti e Europa per scopi che propriamente positivi per le nostre democrazie non sono (si pensi a possibili "rivelazioni pilotate" su operazioni economiche e problemi di bilancio degli stati).
 
Infine, è in ogni caso lecito dubitare che sia trasparenza - e soprattutto che sia verità - l'immissione in circolo di una massa così ingente di documenti (alzi la mano chi li ha letti tutti...); si sta parlando infatti di materiali costruiti in determinati contesti interpretativi e rivolti a interlocutori precisi, e suscettibili per definizione - al di fuori dei rapporti confidenziali che si formano in ambito di sicurezza - di letture ambigue e anche potenzialmente contraddittorie. Si potrebbe anche dire che senza una lente politica anche l'intelligence più dettagliata è stupida, un'accozzaglia di fatti indecifrabile, se non addirittura un labirinto in cui perdersi (l'11 settembre insegna...)
 
Dunque, come spesso avviene quando si millanta "trasparenza" e si spaccia "rapporto diretto con la verità" (sperando che non venga scritta con la V maiuscola, perché allora lì sono guai ancora più grossi...), questo tipo di operazioni non aiutano la reale comprensione delle cose e tendono più semplicemente a creare/legittimare (autolegittimare) un nuovo circuito di "mediatori" che sfrutterà le fonti; ed è tutto da dimostrare che questo tipo di mediazione - che comunque c'è - sia positiva per la libertà del pubblico democratico e per gli interessi delle nazioni sovrane.
 
Il rapporto delle democrazie con la verità è necessariamente ambiguo e complesso: un atteggiamento di sano scetticismo verso le Grandi Rivelazioni è un utile compagno di strada del cittadino libero. Nel mondo, e naturalmente anche in Italia.
 
Francesco Maria Mariotti
http://mondiepolitiche.ilcannocchiale.it/

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Salviamo la libertà di internet contro il bavaglio digitale


Salviamo la libertà di internet contro il bavaglio digitale
E’ gravissimo e fuori dal mondo, ormai digitale, il passaggio sui blog del Disegno di legge Alfano sulle intercettazioni. Non c’è stato ascolto, finora, rispetto a un’indicazione molto chiara che viene dall’universo della rete: stralciare un comma che equipara impropriamente i siti alla carta stampata. C’è ancora la possibilità, se si vuole, alla ripresa del dibattito nell’aula della Camera. Sappiamo che è l’opinione di tante associazioni e certamente anche dei giovani della rete degli studenti medi riuniti a Marina di Grosseto. Salviamo la libertà di internet contro il bavaglio digitale”. Lo dichiarano il senatore pd Vincenzo Vita e Giuseppe Giulietti, deputato e portavoce di Articolo 21. La rete non può sottostare alle stesse regole. “Qualche passo avanti è stato fatto alla Camera. Certo, passare dal nulla  alla possibilità di pubblicare le intercettazioni pur nei limiti dell’emendamento è un passo avanti. Rimangono, tuttavia, delle perplessità in merito ai tempi della celebrazione dell’udienza stralcio che non sono definiti, fissati. Se c‘è da adottare un provvedimento urgente, tipo custodia cautelare, mi domando: quando si svolge l’udienza stralcio, prima o dopo l’adozione del provvedimento?” Ad affermarlo sul sito di Articolo21 è Roberto Mastroianni, professore ordinario di Diritto sull’Unione Europea all’Università Federico II° di Napoli.
Sulla pubblicazione per riassunto, il rischio è che non è detto che questo sia fedele e, quindi,  sarebbe preferibile la pubblicazione integrale, anche per non permettere eventuali modifiche  o interpretazioni errate. Infine, reputo che non sia comunque giusto estendere alla rete,  e quindi ai siti e ai blog, le medesime regole che dovrebbero essere applicate per i grandi mezzi di informazione.” 

di Redazione articolo 21.info

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"NUOVARESISTENZA NEWS": NUMERO 6 LUGLIO 2010

IN QUESTO NUMERO:

SEMPLICEMENTE PAOLO

MAFIE A MILANO E IN LOMBARDIA

INIZIATIVE-PETIZIONI: 

* NON PASSERANNO, ROMA 28 E 29 LUGLIO CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO

* CONTRO LA LEGGE BALILLA DI LA RUSSA, MELONI E TREMONTI

NEWS DAL PARLAMENTO EUROPEO SU INELEGGIBILITA' DEI CONDANNATI

Visita il sito e scarica questo numero e i precedenti QUI

Luciana P. Pellegreffi

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BAVAGLIO AI BLOG: DA DOMANI IN PIAZZA “IL NOSTRO CONTROLLO? SONO I LETTORI”

 Bavaglio ai blog, da domani in piazza   "Il nostro controllo? Sono i lettori"


ROMAIn piazza per 24 ore. Una protesta non stop contro il Bavaglio alla Rete. Si parte mercoledì. Appuntamento a mezzanotte in Piazza Montecitorio, a Roma. Una “veglia” animata dal “Comitato per la libertà e il diritto all’informazione e alla conoscenza”, il ‘cartello’ che riunisce le forze protagoniste della manifestazione del primo luglio contro il ddl intercettazioni. Obiettivo: arrivare alla modifica del comma 29 del decreto Alfano, la disposizione che prevede per i blog l’obbligo di rettifica entro 48 ore.
Tra le proposte per correggere la norma c’è quella della “rettifica fai da te”, un modo per consentire agli utenti di un blog di intervenire su ciò che viene pubblicato. E per fornire ai blogger la possibilità di eludere l’obbligo di rettifica entro 48 ore previsto dal Ddl. Ne parliamo con Fabio Chiusi, blogger, doppia laurea in Italia e master alla London School of Economics, tra i primi firmatari dell’appello contro il bavaglio alla Rete.
E’ una “normativa sbagliata – dice – che non tiene conto delle differenze tra giornalismo professionale e produzione amatoriale delle notizie. E che non garantisce allo stesso modo i blogger e i giornalisti”.
Chiusi, non ritiene giusto chiedere ai blogger di garantire un’informazione corretta?
“Credo che da un lato sia impossibile fornire una ‘garanzia di correttezza’ in Rete e dall’altro che quella garanzia non serva a nulla. In Rete vale il motto ‘content is king’: chi scrive cose vere, viene premiato dai lettori. Chi diffonde notizie false o diffamatorie è punito in termini di visibilità. E se necessario, dalla legge”.
Cosa comporta per un blogger far fronte all’obbligo di rettifica?
“Il punto è che il codice deontologico di un blog sono i suoi lettori. Saranno loro a mettere in evidenza un eventuale errore. E a chiedere, tramite i commenti, una rettifica. Succede di sbagliare, ma con un po’ di onestà intellettuale tutto si aggiusta. Quando questa viene a mancare, non c’è legge che tenga”.
Ipotizziamo: la legge bavaglio passa. I blogger eluderanno la normativa?
“Si pensa a un ‘widget’,
un’applicazione che permetta agli utenti stessi di comporre la rettifica e pubblicarla sul blog. Ne ha parlato l’avvocato Guido Scorza, uno dei maggiori esperti, in Italia, di diritto sulla Rete. Poi si potrebbe pensare a server localizzati all’estero. Ma su questo il dibattito è aperto, e non tutti sono disposti a giurare che basti per evitare di ricadere sotto l’ombrello del decreto Alfano”.
Il 29 luglio sarete a Montecitorio. Cosa chiedete alla maggioranza e cosa vi aspettate dall’opposizione?
“La libertà di espressione sul web non va ridotta a una campagna dell’opposizione. Detto questo, la direzione del governo è sbagliata. L’accesso alla Rete è un diritto fondamentale. E assicurarlo dovrebbe essere preoccupazione del legislatore. Del resto sono le posizioni di Fini: non capisco perché la sua maggioranza faccia di tutto per smentirle”.
Sul calendario si decide il 29. Spetterà ad una nuova riunione dei capigruppo della Camera, già prevista per giovedì prossimo, stabilire se a Montecitorio sarà votato il ddl intercettazioni prima della pausa estiva dei lavori parlamentari. La conferenza dei capigruppo di oggi ha sostanzialmente confermato l’inizio della discussione generale sul testo il 29 luglio, come inizialmente previsto, ma non c’è ancora una decisione sul prosieguo dell’esame del testo. La Camera, prima di chiudere per l’estate, dovrà eleggere gli otto membri laici del Csm (in seduta comune con il Senato) ed esaminare anche due decreti legge che scadono agli inizi di settembre: quello sulla privatizzazione di Tirrenia  (scade il 5/9) e quello in materia energetica (scade il 7/9). Giovedì sarà possibile sapere quale sarà l’incastro dei provvedimenti.
CARMINE SAVIANO
27 luglio 2010 – Repubblica.it

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CATENA VIOLA CONTRO IL BAVAGLIO A MONTECITORIO: ROMA 28 E 29 LUGLIO 2010

28 luglio alle ore 22.00 - 29 luglio alle ore 21.00
                                Roma -Piazza Montecitorio
Programma:
L'iniziativa partirà con una veglia notturna a partire dalle 22 del 28 luglio.
Il 29 luglio in Piazza di Montecitorio manifestazione nazionale, durante la quale è prevista una Catena Viola attorno alla Camera dei Deputati.
 
La Costituzione e la democrazia sono sotto attacco, e noi siamo stanchi. Perché non sono concetti astratti, sono le nostre vite. Sono i tagli alla nostra cultura e alla nostra educazione, ai diritti di informare e di essere informati.

Invece l’interesse attuale di questo governo è solo la difesa della cricca. Le ultime leggi proposte ne sono la dimostrazione. Leggi che vanno contro gli interessi della collettività e contro i principi della Costituzione.
A questo si aggiunge la volontà di fare a pezzi lo stato sociale, chiudere la bocca ai giornalisti, legare le mani ai magistrati, bloccare la libera circolazione delle idee su web, tagliare l’istruzione pubblica e la cultura e tagliare i fondi alle regioni.
Il tutto bypassando totalmente il ruolo fondamentale del Parlamento, approvando leggi e decreti a colpi di fiducia, attentando così ai principi costituzionali.
E’ per questo che il Popolo Viola di Roma invita tutti i gruppi locali del Popolo Viola, i partiti, le associazioni e la società civile a difendere i diritti di tutti i cittadini dalla gestione autoritaria ed incostituzionale di questo governo, e per dire quindi un NO fermo al ddl-intercettazioni e alla manovra finanziaria e a chi vuole far pagare la crisi ai soliti noti.

La mobilitazione inoltre vuole essere un sostegno alle lotte dei lavoratori contro la gestione autoritaria del governo e padronale della crisi - esemplari quelle di Eutelia e Pomigliano d'Arco - e contro le misure repressive, come quelle messe in atto a Milano contro i lavoratori della Mangiarotti nuclear, così come essere di supporto ai cittadini aquilani, beffati dalla ricostruzione "mediatica" e bastonati dalla polizia il 7 luglio a Piazza Venezia.
Per far ciò invitiamo tutti a partecipare a una manifestazione nazionale che si terrà giorno 29 luglio in Piazza di Montecitorio.

L'iniziativa partirà con una veglia notturna a partire dalle 22 del 28 luglio e andrà avanti per tutta la giornata del 29, durante la quale è prevista una Catena Viola attorno alla Camera dei Deputati.

contatti: ilpopoloviola.roma@gmail.com

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ONU: LA LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI E’ DA ABOLIRE O MODIFICARE, PUO’ MINARE LA LIBERTA’ D’ESPRESSIONE

Le Nazioni Unite chiedono al governo di intervenire sul ddl perché "può minare il diritto alla libertà di espressione" e annunciano missione nel 2011 per verificare situazione. Frattini: "Sconcertato e sorpreso"

GINEVRA - Anche l'Onu boccia la legge-bavaglio: non solo chiede al governo di "sopprimere o rivedere" il discusso ddl intercettazioni, ma annuncia una missione in Italia, nel 2011, per esaminare la situazione della libertà di stampa e il diritto alla libertà di espressione. A lanciare l'allarme è il relatore speciale sulla libertà di espressione delle Nazioni Unite, Frank La Rue, che in un comunicato chiede al governo italiano di "abolire o modificare" il disegno di legge sulle intercettazioni perché "se adottato nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia".
Un avvertimento che ha "spiazzato" il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che si dice "fortemente sconcertato e sorpreso per la posizione del rappresentante dell'Onu" sul ddl intercettazioni". In "tutti i paesi democratici il parlamento è sovrano e decide" ha aggiunto, e comunque "le proposte legislative prima vanno lette".
La Rue, incaricato dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite di monitorare la situazione del diritto alla libertà di opinione e di espressione nel mondo, auspica sul tema della libertà di stampa l'avvio di discussioni tra l'Onu e il governo italiano. Il relatore si è detto "consapevole" del fatto che il disegno di legge vuole rispondere alle preoccupazioni relative "alle implicazioni della pubblicazione delle informazioni intercettate per il processo giuridico e il diritto alla privacy". Ma ha precisato che "nella sua forma attuale non costituisce una risposta adeguata a tali preoccupazioni e pone minacce per il diritto alla libertà di espressione".
Ricordando le manifestazioni del 9 luglio  scorso contro il ddl, l'esperto ha quindi raccomandato al governo di non "adottarlo nella sua forma attuale, e di impegnarsi in un dialogo significativo con tutte le parti interessate, in particolare giornalisti e organizzazioni della stampa, per garantire che le loro preoccupazioni siano prese in considerazione". E si è detto pronto "a fornire assistenza tecnica per garantire" il rispetto di "standard internazionali dei diritti umani sul diritto alla libertà di espressione".
Secondo il disegno di legge 1415, ricorda la nota, chi non è accreditato come giornalista professionista può essere condannato alla reclusione fino a quattro anni per la registrazione di qualsiasi comunicazione o conversazione senza il consenso della persona coinvolta e la diffusione di tali informazioni. "Una sanzione così severa - ha sottolineato l'esperto - minerebbe seriamente il diritto di tutti gli individui a cercare e comunicare informazioni, in violazione della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, di cui l'Italia è parte".
La Rue ha inoltre espresso preoccupazione per la prevista introduzione di una sanzione per i giornalisti e gli editori che pubblicano materiale  intercettato prima dell'inizio di un processo. "Una tale punizione, che include fino a 30 giorni di carcere e una sanzione fino a 10mila euro per i giornalisti e 450mila euro per gli editori, è sproporzionata rispetto al reato", ha affermato. Inoltre, "queste disposizioni possono ostacolare il lavoro dei giornalisti di intraprendere giornalismo investigativo su questioni di interesse pubblico, quali la corruzione, data l'eccessiva durata dei procedimenti giudiziari in Italia, sottolineata a più riprese dal Consiglio d'Europa", ha osservato La Rue.

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Schwieriger, gegen Mafia vorzugehen

Armando Spataro bei einer Pressekonferenz in Mailand.

Mafiajäger Amando Spataro im STANDARD-Interview: Abhörgesetz schützt nicht die Privatsphäre

Italiens neues Abhörgesetz schützt nicht die Privatsphäre, sondern soll Ermittlungen gegen die Mafia und gegen Korruption erschweren, sagt Mafiajäger Amando Spataro im Gespräch mit Thesy Kness-Bastaroli.

STANDARD: Wie können sich Italiens Richter massiven verbalen Angriffen vonseiten der Politik im Allgemeinen und des Regierungschefs Silvio Berlusconi im Besonderen entgegenstellen?

Spataro: Wir werden heute mit einer Häufigkeit beschimpft, die in keinem anderen Land der Welt möglich wäre. Ich nehme derartige Beschimpfungen nicht persönlich. Wir leben in einer Epoche der Kommunikation, wo das Fernsehen das Sagen hat. Sicher wirken sich die destruktiven Schimpfparaden negativ auf die Glaubwürdigkeit der Justiz aus. Die Staatsanwaltschaft und die Verwaltung benötigen aber weder politische Zustimmung noch den Konsens der Bürger. Sie handeln unabhängig von der politischen Macht.

STANDARD: Anfang Juli haben die Richter gestreikt. Das ist selbst in Italien etwas Ungewöhnliches. War auch die Verschlechterung des politischen Umfeldes ein Grund dafür?

Spataro: Ich selbst nahm nicht am Streik teil. Tatsache ist, dass sich das Klima in den letzten Jahren wesentlich verändert hat. Als ich in den Siebzigerjahren gegen den Terrorismus vorging, war das Umfeld anders. Zweifellos gab es auch damals Spannungen. Im Kampf gegen den Terrorismus wurden in Italien mehr Richter umgebracht als in irgendeinem südamerikanischen Land. Allerdings hatte die Legislatur damals Gesetze geschaffen, welche eine Bekämpfung des Terrorismus und später auch des organisierten Verbrechens möglich machten. Wir erhielten damals von der Regierung Rückendeckung.

STANDARD: Hat der Kampf gegen die Mafia Erfolg gehabt?

Spataro: Wir haben sowohl in Süd- wie auch in Norditalien exzellente Ergebnisse im Kampf gegen die Mafia erzielt. Auch deshalb, weil wir bei unseren Ermittlungen über das organisierte Verbrechen dieselben Methoden angewendet haben wie beim Kampf gegen den Terrorismus. Im Gegensatz zum Terrorismus hat die Mafia jahrhundertealte Wurzeln. Manch eine mafiöse Organisation befindet sich zwar derzeit in der Krise. Das bedeutet aber nicht, dass sie besiegt ist. Sie kann sich binnen kurzer Zeit erneuern. Man kann die Mafia nicht durch Gesetze besiegen: Nur wenn die Gesellschaft die Mafia und ihre Schwesterorganisationen ablehnt, kann sie vernichtet werden.

STANDARD: Sind Sie bei Ihren Ermittlungen gegen die Mafia auch im Ausland, etwa in Österreich, fündig geworden?

Spataro: Gegen die "Calabresi" habe ich auch in Deutschland, aber nicht in Österreich ermittelt.

STANDARD: Sehen Sie in dem kürzlich gefällten Urteil gegen Berlusconi-Freund und Forza-Italia-Politiker Marcello Dell Utri einen Erfolg im Kampf gegen die Mafia? (Dell Utri wurde am 29. Juni infolge seiner Verbindungen zur Mafia zu sieben Jahren Gefängnis verurteilt, Anm.)

Spataro: Ich kann nichts über die Urteilsbegründung sagen. Es ist nicht mein Fall. Aber allein die Tatsache, dass es zu einem Urteil kam, ist als Fortschritt zu werten.

STANDARD: Welche Auswirkungen wird das neue Gesetz über die Einschränkung von Telefonabhörungen haben, das Italiens Parlament noch Ende Juli verabschieden will?

Spataro: Offensichtlich handelt es sich nicht um ein Gesetz, das die Privatsphäre schützen, sondern um eines, das Ermittlungen erschweren soll. Es wird schwieriger, gegen Korruption, aber auch gegen die Mafia und Terrorismus vorzugehen.

STANDARD: In Italien gab es großen Wirbel um veröffentlichte Telefonabhörprotokolle. Wie handhaben andere Länder den Umgang mit solchen Daten?

Spataro: Nach Angaben einer verlässlichen Quelle wurden in Italien im Vorjahr 108.000 Telefonate abgehört. Die von Regierungschef Silvio Berlusconi genannte Zahl von einer Million entspricht nicht der Realität. Während in Italien jegliches Anzapfen einer Telefonleitung von einem Richter genehmigt werden muss, kontrollieren in Großbritannien und in den USA die Geheimdienste dieses Phänomen. Die Zahl der abgehörten Telefonate liegt dort zweifellos weit über dem Schnitt Italiens, allerdings wird deren Publikation in diesen Ländern erschwert. (DER STANDARD, Printausgabe, 5.7.2010)

Zur Perso
Armando Spataro (62), geboren in Taranto (Apulien), Chefermittler im Bereich internationaler Terrorismus und Mafiajäger. War auch Mitglied des ehemaligen Mailänder Antikorruptionspools "Mani pulite" ("Saubere Hände"). Schreibt auch Bücher, zuletzt "Ne valeva la pena" ("Es hat sich gelohnt").

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ITALIA SIN NOTICIAS


Italia es hoy, por primera vez en su historia, un país sin noticias. No hay periódicos (sólo han salido a la calle los tres rotativos afines a Berlusconi), no hay informativos de radio ni telediarios y la mayoría de los ‘on line’ han echado el cierre.
El ‘apagón informativo’ es fruto de la huelga convocada por la Federación Nacional de la Prensa Italiana en protesta por la denominada ‘ley moradaza’, un proyecto de ley impulsado por ‘Il Cavaliere’ que prevé durísimas sanciones para editores de medios de comunicación que publiquen el contenido de interceptaciones realizadas por orden judicial.

Además, el texto también impone fuertes limitaciones a los magistrados a la hora de poder llevar a cabo escuchas telefónicas, impidiendo que se llevan a cabo numerosas investigaciones sobre presuntos delitos de mafia y corrupción.

Sin embargo, Berlusconi no da su brazo a torcer. En nombre del derecho a la privacidad el primer ministro italiano aseguró ayer que el proyecto de ley de interceptaciones es “sacrosanto” y lo defendió con uñas y dientes, asegurando además que es prácticamente idéntico a otro que presentó el centro izquierda en 2007 y que superó una primera votación en el Parlamento.
“Pero entonces nadie habló de ‘ley mordaza’, de ultraje a la libertad y a la democracia. Para la izquierda, la democracia y libertad sólo existen cuando ellos gobiernan”, se quejó ‘Il Cavaliere’.

La respuesta de la oposición no se hizo esperar: “Si Berlusconi quiere hacer una ley como era la nuestra, que apruebe nuestro proyecto. Su ley es un puñetazo a la legalidad, a las investigaciones y a la libertad de información”, sentenciaba Pierluigi Bersani, el líder del Partido Demócrata, la principal fuerza del centro-izquierda.

Además, y por si fuera poco, la huelga de periodistas que sufre Italia coincide con una paro de los transportes públicos. Las dos huelgas tienen un objetivo en común: protestar contra la política de Silvio Berlusconi, quien cada vez se encuentra más desgastado por peleas internas que sacuden a su coalición, los escándalos de corrupción y la creciente oposición social a las medidas de austeridad aprobadas por su Gobierno, y que la próxima semana serán sometidas a votación en el Parlamento.

‘Il Cavaliere’, muy en su estilo, trata de hacer frente a las críticas tirando de sus propias encuestas y asegurando que según las mismas el 63% de los italianos aprueba su gestión, “un récord en Europa”, según destacaba ayer. Sin embargo, según el sondeo publicado el ‘Corriere della Sera’ (el principal diario italiano, que hoy no ha salido a la calle al secundar la huelga la mayoría de sus periodistas) el consenso del que disfruta Berlusconi cada vez es más: en la actualidad sería del 41%, frente al 50% que registraba a finales de mayo.

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ITALIA SENZA INFORMAZIONE: NEURONIATTIVI ADERISCE AL SILENZIO CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO

Niente (o pochissimi) giornali in edicola, tv e radio senza notizie, siti fermi: per tutta la giornata lo sciopero dei giornalisti contro la legge sulle intercettazioni.
La Fnsi: "Un gesto simbolico per mostrare i tanti silenzi che la legge imporrebbe".
NEURONIATTIVI
aderisce allo sciopero - solo qualche notizia dall'estero.

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1° LUGLIO CONTRO IL BAVAGLIO A CONSELICE, RAVENNA


Quella del 1° luglio è stata una splendida giornata di democrazia e di libertà. Non ci interessa la conta dei presenti. Ci interessa la passione civile di quanti, ed eravamo tanti, hanno gremito Piazza della libertà di stampa per gridare sopra e sotto il palco che la li...bertà di informazione non si tocca. E li ringraziamo tutti. 
A cominciare dalle tante associazioni e dai singoli che non sono potuti intervenire sul palco ma che hanno dato un contributo essenziale per la riuscita di questa giornata.
 

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LA STRADA COSTRUITA SUL VUOTO: VENTOTETE

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IL CASO Nuovo sopralluogo di Terra a Ventotene. Alcune zone a rischio frana non sono ancora ben segnalate. Il geologo Caniparoli lancia l’allarme: «I camion pesanti circolano sulla volta delle grotte di tufo, gravi i rischi»

Un camion di diversi quintali in sosta su un costone segnato nelle mappe dell’Autorità di Bacino come a rischio. Un altro, con una cisterna di carburante, fermo a pochi metri. Entrambi sono su una viuzza che, spiega il geologo Riccardo Caniparoli, «non ha le caratteristiche tecniche per essere usata come strada per il trasporto di merci fino al molo di servizio posto poco più avanti». Una pista che corre sospesa su due grotte tufacee sottostanti. A picco sul mare. Appena sotto, tra gli scogli smussati dall’erosione marina e del vento, c’è una ragazza che fa il bagno. È la stessa zona di cui Terra ha già raccontato nel numero di domenica scorsa: ci si accede camminando per pochi metri nell’acqua, che qui è bassa. Non è interdetta. E lo strato che separa la strada dalla parete della grotta, che rientra per diversi metri nella terraferma, è molto sottile. Pochi metri sotto c’è la grotta. «I camion non dovrebbero sostare lì, né tantomeno transitare…», osserva preoccupato il geologo Caniparoli, che ci accompagna in un nuovo sopralluogo sull’isola insieme alla collega Roberta Badaloni e alla troupe del tg1. «Il transito continuo di mezzi pesanti, che peraltro in questa zona è continuo a causa della presenza del molo commerciale al termine della strada, provoca delle vibrazioni pericolose per lo strato di roccia. I costoni delle grotte non sono idonei a sopportare un continuo e costante transito di mezzi pesanti. Così facendo, si accelera decisamente l’usura del territorio e potrebbero avvenire delle fratture nel tufo per l’eccessivo carico e produrre crolli più o meno significativi. Lì la strada, o meglio questa specie di strada, secondo me non ci dovrebbe proprio essere».

Un rischio, quindi, a detta dell’esperto, non solo per chi transita ma anche per chi si trova sotto al costone, ad appena pochi metri dalla spiaggia. Siamo a non più di cinquanta metri dal luogo dove il 20 aprile scorso morirono tragicamente due ragazze, colpite da una caduta di massi. E mentre la zona del dramma non era segnata in rosso sulle mappe del rischio idrogeologico, quella dove s’inerpica la stradina invece lo è: “Area a pericolo elevato di categoria B”, secondo l’Autorità di bacino. Un dato che non può che destare preoccupazioni. Specie alla luce delle parole del segretario generale dell’Autorità dei bacini regionali del Lazio, Bruno Placidi. Che, all’indomani della tragedia, nel corso della trasmissione Mi manda Rai Tre affermò: «La spiaggia di Cala Rossano (dove morirono Sara Panuccio e Francesca Colonnello, ndr) non sembrava a rischio ma, a fatto avvenuto, bisogna ammettere che evidentemente gli strumenti di analisi dell’Autorità di Bacino non sono stati sufficienti». Insomma: i dati sulla pericolosità andrebbero aggiornati. Perché, osserva Riccardo Caniparoli, «il territorio non è statico ma dinamico, nel tempo e nello spazio». Ma se una zona che non era considerata a rischio poi nei fatti si è dimostrata tragicamente tale, perché per una già inclusa in una zona di pericolo si continuano a riprodurre situazioni di rischio potenziale, come il transito di camion che trasportano anche cisterne di carburante? E perché non c’è nemmeno un cartello che avvisa del pericolo i bagnanti che decidono di camminare sul bagnasciuga appena pochi metri più sotto? «Ma noi qui sappiamo dove non andare perché è rischioso», risponde un operatore turistico del luogo, intento ad accogliere i visitatori che, nel giorno di San Pietro e Paolo, patroni di Roma, affollano in gran numero Ventotene.

Forse l’isolano lo sa, ma un turista o un ragazzino no. E quantomeno un cartello, posto ben in evidenza, potrebbe indurre maggiore cautela. A tutti. Sull’isola sono in corso poderosi interventi di messa in sicurezza, come nel caso della bella cala Rossano, dove sono state installate delle grandi, e molto visibili, reti antifrana e rimodellato un costone. Interventi, giudicati da Caniparoli «troppo invasivi e non risolutivi», che avranno impegnato fondi per centinaia di migliaia di euro. Ma di delimitazioni o cartelli che avvertono della presenza di aree a rischio frana, dal costo enormemente più basso, ancora se ne vedono pochi. Troppo pochi. Con l’estate alle porte, il numero di turisti aumenta esponenzialmente. Anzi, di più. «Qui ci sono troppi turisti, e le spiagge sono poche», osserva l’esperto, «e quindi il pericolo che qualcuno si spinga a fare il bagno in zone pericolose è molto alto». A maggior ragione, per prevenire nuove tragedie la prudenza non è mai troppa. E a volte basterebbero davvero pochi euro e un po’ di buonsenso.
1 luglio 2010
 

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VIDEO E INTERVISTE DEL 1° LUGLIO 2010 – NO LEGGE BAVAGLIO


Oltre 20 servizi ed interviste da Piazza Navona su Libera.Tv

Beppe Giulietti, Moni Ovadia, Cesare Salvi, Gennaro Migliore, Fulvio Fannoni, Antonio Persia, Piero Fassino, Ilaria Cucchi, Diego Bianchi,Paolo Serventi Longhi, Corradino Minneo, Nicola Zingaretti, Silvia Resta, Emanule Giordana, Alessandro Occhipinti, Tommaso Fulfaro, Giuliano Girlando, Antonello Impagliazzo, Ottavia Piccolo, Fausto Bertinotti, Stefano Rodotà, Patrizia D'Addario, Antonio Di Pietro, Roberto Natale.

Servizi dalla piazza
Luciana P. Pellegreffi

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NO BAVAGLIO – MILANO 1° LUGLIO



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Legge bavaglio, Napolitano sbarra la strada a Berlusconi: ”Il testo del Senato non lo firmo”, Schifani si adegua










Lo stop di Giorgio Napolitano è stato sentito chiaro e forte. Anche dal presidnete del Senato, Renato Schifani, che ha dovuto prendere atto che è impossibile porre la fiducia alla Camera e che quindi la legge bavaglio tornerà al Senato dopo l'estate. Si spera cambiata nei punti più gravi.
Del resto nel pomeriggio anche Gianfranco Fini aveva ribadito il suo no. La strada all'arroganza di Berlusconi che voleva tutto e subito è stata così sbarrata.
Anche Schifani si adegua al No di Napolitano
Mentre a Roma si sta svolgendo la manifestazione contro la legge bavaglio, e on line la lunga maratona con i collegamenti dalle piazze, interviene in serata il presidente del Senato Renato Schifani. L'esame del ddl sulle intercettazioni - dice a margine della festa dell'Indipendenza organizzata dall'ambasciata americana a Roma - si farà in Senato comunque dopo l'estate.
"Non ci sono i tempi tecnici per farlo prima", precisa Schifani. 
Decisivo il No del presidente della Repubblica
La novità è stata messa in moto da Giorgio Napolitano, che si trovava ancora a Malta.
Sul disegno di legge è intervenuto, infatti, con un messaggio che - letto sul palco di piazza Navona - viene accolto dagli applausi scroscianti dei manifestanti.
Il Presidente della Repubblica, nel corso della conferenza stampa di bilancio al termine della visita di Stato a Malta, ha così risposto alle domande dei giornalisti sulla legge in materia di intercettazioni attualmente all'esame del Parlamento: "Non tanto in vista della vicinanza di Malta all'Italia e nell'imminenza del mio rientro a Roma, quanto per la confusione che ancora colgo in certi commenti di stampa a proposito della legge sulle intercettazioni, posso in sintesi dire, o ribadire, quanto segue: i punti critici della legge approvata dal Senato risultano chiaramente dal dibattito in corso, dal dibattito già svoltosi alla Commissione Giustizia della Camera, nonché da molti commenti di studiosi sia costituzionalisti sia esperti della materia". 
Napolitano: questa legge non la firmo
Il presidente della Repubblica fa capire, con chiarezza, sia pure con le cautele che gli impone il ruolo istituzionale, che la legge che è uscita dal Senato lui non la firma.
"Ovviamente - sottolinea la nota del Quirinale - quei punti critici sono gli stessi a cui si riferiscono le preoccupazioni della Presidenza della Repubblica, e ciò non si è mancato di sottolinearlo anche nei rapporti con esponenti della maggioranza e del Governo. Ma a noi non spetta indicare soluzioni da adottare o modifiche da approvare. Valuteremo obiettivamente se verranno apportate modifiche adeguate alle problematicità e alle criticità di quei punti che sono stati già messi in così grande evidenza. E ci riserveremo una valutazione finale nell'ambito delle nostre prerogative".
Solo chi non vorrà capire, non capirà.
Fini: "Il Pdl ragioni sull'allarme di Grasso"
All'intervento di Napolitano segue quello di Gianfranco Fini. "Sul ddl intercettazioni il Pdl deve riflettere", dice il presidente della Camera in polemica con Sandro Bondi.
Al disegno di legge - ha aggiunto Fini - sono contrari i sindacati di polizia, e il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha detto che il ddl archivia il concetto di criminalità organizzata.
"Se è sacrosanto che una conversazione privata non debba essere pubblicata - ha aggiunto- mi spieghi che senso ha il divieto di mettere una cimice nella macchina della moglie di un mafioso. Su questo o la pensiamo diversamente o c'è stato un fraintendimento...".
Fini ha sottolineato che "il valore della legalità è la precondizione per il federalismo e per la ripresa del Paese. Ma io sono sicuro che il tempo è galantuomo: se si depone l'arma polemica e si ragiona, una soluzione si trova".
A Bondi che ammetteva di non conoscere il testo e che sostenva che "Grasso non è il Vangelo" mentre "questo è il governo che ha fatto di più contro la criminalità organizzata", Fini ha comunque teso la mano: "Lavoriamo perchè ci sia quel 'quid' in più che manca".
Fonte

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1° LUGLIO CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO: COMUNICATO DI SALVATORE BORSELLINO E APPUNTAMENTI

Una grande mobilitazione contro la legge bavaglio per la giornata del primo luglio a Roma, a piazza Navona, e in altre località d'Italia ed estere.

"E' un decreto ASSOLUTAMENTE ANTILIBERTARIO, un decreto che da un lato imbavaglia la stampa, non permettendo alla stampa di dare certe notizie che sono indispensabili per far sì che l'opinione pubblica si renda conto di come va il nostro paese, e dall' altro si toglie alla magistratura un' arma fondamentale per poter condurre le proprie indagini. Ed è particolarmente grave che questo avvenga in questo momento in cui un altro chiaro sintomo di come si vuole procedere nella lotta contro la criminalità organizzata è il fatto che sia stata negata la protezione al collaboratore di giustizia Spatuzza. Vuol dire che proprio si cerca di togliere tutte le armi ai magistrati. Io ritengo che questo sia la conseguenza di quello che disse il Presidente del consiglio quando, sapendo che le procure di Palermo e di Caltanissetta avevano ricominciato ad indagare sulle stragi del '92, disse "si tratta di vecchie storie, non è per questo che dobbiamo spendere i soldi degli italiani".

Ecco: non si tratta di vecchie storie. Si tratta di storie e di stragi il cui sangue non si è ancora asciugato sull'asfalto di Via d'Amelio e di Via dei Georgofili. Non sono vecchie storie: è un chiaro sintomo di come qualcuno voglia bloccare i magistrati, voglia bloccare le indagini. E' per questo che io e il mio movimento aderiamo in pieno alla manifestazione che si svolgerà il primo luglio a Roma e in tutta Italia contro questo VERGOGNOSO DECRETO SULLE INTERCETTAZIONI."

Salvatore Borsellino

"L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, comunica che domani primo Luglio 2010 parteciperà alla manifestazione che si terrà a Roma in Piazza Navona in difesa dell'utilizzo delle intercettazioni, quale strumento indispensabile per le indagini della Magistratura. La portavoce Giovanna Maggiani Chelli farà un intervento su invito dei rappresentanti del "Popolo Viola".
Cordiali saluti "

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

appuntamenti:

Roma, piazza Navona ore 18
Milano, piazza Cordusio ore 18.30
Torino, piazza Castello ore 16
Palermo, via Generale Magliocco ore 16.30
Padova, piazza Delle Erbe ore 18
Grosseto, piazza Dante ore 18.30
Arezzo, piazza San Francesco ore 11.30
Mantova, piazza Mantegna ore 17
Lecce, Porta Napoli ore 18
Cuneo, corso Nizza ore 15.30
Modena, Giardino Ducale ore 19.30
Cosenza, piazza XI Settembre ore 18
Ascoli Piceno, piazza Arringo ore 17
Catanzaro, piazza Grimaldi ore 17
Imperia, piazza De Amicis ore 18
Salerno, piazza Portanova ore 17
Lucera (Foggia), piazza Duomo ore 18
Trieste, piazza Unità D'Italia ore 18
Bari, Piazza Prefettura ore 19.30
Parma, piazza Garibaldi ore ore 20 in corteo fino a piazzale della Pace
Conselice (Ravenna), Notte Bianca a partire dalle 20

Londra, Westminster - South Bank Centre - Royal festival hall ore 18 - BBC World Service, Bush House, Strand Alwych, ore 18

Parigi, Scalinata dell'Opera Bastille ore 18.30

BUON 1° LUGLIO A TUTTE/I

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NUOVARESISTENZA DI GIUGNO 2010: SCARICALO DALLA RETE

25 giugno sciopero generale
la repressione fiat anni 50
1° luglio contro la legge bavaglio e maratona web
Londra si scusa per il bloody sunday
Strage di Ustica : riaperta l'indagine

scaricalo qui

Luciana P. Pellegreffi

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APPUNTAMENTI 1° LUGLIO – LOTTA ALLO S-BAVAGLIO


PARTIGIANI NEL TERZO MILLENNIO
aderisce alla manifestazione del 1° Luglio
cercate il nostro cartello rosso !
Adesioni e partecipazione di numerose associazioni tra cui la Cgil, ANPI, Arci, il Popolo viola, Libertà e Giustizia, Articolo 21, Lettera 22, il Sindacato nazionale scrittori, l’Anm, l’associazione nazionale dei magistrati, e tante altre.

Gli organizzatori della Fnsi suggeriscono di portarsi in piazza una copia della Costituzione.

A Roma ci sarà il raduno nazionale e manifestazioni si svolgeranno nelle città d'Italia e all'estero.
Alcuni appuntamenti:

ROMA, piazza Navona ore 17.30 
MILANO, piazza Cordusio ore 18.30 
TORINO, piazza Castello ore 18 
PADOVA, piazza Delle Erbe ore 18 
COSENZA, piazza XI Settembre ore 18 
IMPERIA, piazza De Amicis ore 18 
LUCERA (Foggia), piazza Duomo ore 18 
PALERMO, via Generale Magliocco ore 16.30 
BARI, Piazza Prefettura ore 19.30 
PARMA Auditorium Toscanini (via Cuneo 3) ore 18 
CONSELICE (Ravenna), Notte Bianca a partire dalle 20


LONDRA,
BBC World Service, Bush House, Strand Alwych, ore 18 
PARIGI, Scalinata dell’Opera Bastille ore 18.30


Tutti uniti in piazza a gridare il nostro no alla legge che mette il bavaglio alla stampa e impedisce alla magistratura di fare le indagini

Diretta web: la rete delle micro web tv, dei portali iperlocali, delle web tv e web radio d'università, dei blog e videoblog, delle piattaforme online create dal basso rilancia online una maratona “a rete unificata”.
L'evento prende il nome di Libera rete www.liberarete.tv e verrà trasmesso dalle ore 17 alle ore 24 di giovedì 1 luglio.
Tutte le piattaforme online possono aderire trasmettendo in diretta l'evento e intervendo nel corso della diretta. Per l'adesione occorre iscriversi su http://www.liberarete.tv/ info
Ha aderito anche http://www.nuovaresistenza.org/
Partigiani perché?
Per realizzare e tutelare la Costituzione,  per legalità,  libertà e ambiente, contro mafie, razzismo, ingiustizie
Per mantenere viva la memoria sull’origine della nostra nazione
Perché “l'indifferenza non è vita" - A. Gramsci

Partigiani nel Terzo Millennio

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