«Abbiamo deciso oggi con Gianni Letta: riprendiamo nelle mani come governo, come presidenza del Consiglio e come dipartimento della Protezione civile la ricostruzione de L’Aquila». Ad annunciarlo è il premier Silvio Berlusconi nel suo intervento alla Farnesina per la settima conferenza degli ambasciatori italiani nel mondo. Presentando una guida uscita questa mattina che ripercorre i risultati di due anni di governo, il presidente del Consiglio, tra i successi dell’esecutivo cita la tempestività degli interventi dopo il sisma in Abruzzo.
«Abbiamo saputo reagire al terremoto -spiega- costruendo in 10 mesi abitazioni antisismiche per oltre trentamila persone collegate a scuole, asili, negozi e chiese. Non è mai stato fatto al mondo a seguito di nessuna catastrofe». «Abbiamo stanziato 15 mld per il terremoto in Abruzzo -ricorda il premier- per le abitazioni ne abbiamo spesi meno di due e dunque ce ne sono 13 da spendere per la ricostruzione. Purtroppo -sottolinea Berlusconi- le istituzioni locali non hanno saputo intervenire per dare il via ai lavori e quindi riprendiamo nelle mani la ricostruzione».
28 luglio 2010 Articoli correlati: Ricostruzione Aquila: le domande degli aquilanisabato 8 maggio 2010: Le domande che dopo più di un anno dal sisma catastrofico molti aquilani pongono a se stessi ed agli altri sono scritte in foglietti affissi nelle transenne che delimitano il primo blocco di portici di Corso Vittorio Emanuele, quello che fa angolo con Piazza Duomo. Ne riporto alcune che esprimono in sintesi i più sentiti problemi che coinvolgono tutti gli aquilani: Perché non si riaprono i negozi che non hanno subito danni? Perché la ricostruzione delle frazioni è ferma? Le piazze deserte e transennate bloccano il passaggio degli abitanti…da troppo tempo oramai. Segue.
Le mani della cricca su L’Aquila appalti tre giorni dopo il sisma. FIRENZE – I verbali smentiscono Gianni Letta: chi rideva del terremoto, all’Aquila ha fatto affari. Altro che “non hanno mai messo piede a l’Aquila” e “non hanno avuto né avranno un euro di lavori”, come aveva assicurato nei giorni scorsi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. A smascherare gli imprenditori che come avvoltoi – a cadaveri ancora caldi – si sono avventati sulla ricostruzione post-terremoto, ci sono ora le intercettazioni. Sono gli stessi costruttori al centro dell’inchiesta fiorentina su appalti e favori per il G8. Quelli che già dal pomeriggio del 6 aprile – il giorno del sisma costato la vita a 300 persone – si attivavano per mettere le mani sull’affare dove “adesso ci fanno carne di porco…”. Uno scenario che emerge dal rapporto dei carabinieri del Ros (oltre 20 mila pagine) allegato all’ordinanza di arresto di Angelo Balducci, Diego Anemone, Mauro Della Giovampaola e Fabio De Santis. Sugli schizzi di fango all’Aquila sta indagando, da sette mesi, anche la Procura del capoluogo abruzzese: nei giorni scorsi il procuratore capo, Alfredo Rossini, ha chiesto ai magistrati di Firenze copia degli atti dell’inchiesta che vede indagato, assieme ad altre 23 persone, Guido Bertolaso. “Tanti sono venuti e si sono organizzati per fare speculazioni truffaldine”, spiega Rossini. La presidente della Provincia Pezzopane: “Rendano pubblico l’elenco delle imprese appaltate”. Segue
pochi giorni fa ti abbiamo segnalato il rischio di una contaminazione da OGM in Italia, a causa di una presunta semina di mais transgenico in due campi in Friuli. Ora abbiamo le prove che quei campi sono transgenici. Lo confermano le analisi effettuate da un laboratorio certificato sui campioni che abbiamo prelevato nei giorni scorsi.
Perciò abbiamo deciso di fare quello che le autorità stanno rimandando da settimane. Questa mattina all’alba i nostri attivisti sono entrati in uno dei campi – a Vivaro in provincia di Pordenone – e hanno isolato, tagliato e messo in sicurezza le parti superiori delle piante di mais transgenico che producono il polline, responsabile della contaminazione.
In questi campi il mais è fiorito e sta già disseminando il proprio polline sulle coltivazioni circostanti. Basta perdere tempo! La Procura di Pordenone deve porre fine a questa contaminazione illegale e incriminare i responsabili e tutti i suoi possibili complici. Il rischio di una contaminazione di tutto il mais del Friuli deve essere scongiurato.
MONZA, 29 LUG – Durante la scorsa notte gli agenti della Polizia Provinciale con i volontari delle Gev e i sommozzatori della Protezione civile hanno effettuato un intervento di contenimento sulle sponde del fiume Lambro, nel tratto vicino al Parco di Monza, dove era stato segnalato gia’ dal pomeriggio di ieri uno sversamento di idrocarburi nelle acque del fiume. Sono state installate barriere oleoassorbenti e una quindicina di cuscinetti per contenere gli olii industriali riversati nel fiume, probabilmente a causa del lavaggio di qualche cisterna.(ANSA)
Intervengono l’autore Antonio Mazzeo, il giornalista Riccardo Orioles e Nuccio Aliotta. Coordinatore soci Banca Etica Sicilia Orientale. Organizza Banca Etica in collaborazione con Associazione Attinkité
Il sorpasso al prezzo di 0,16 dollari a chilowattora. L’energia atomica costerà sempre di più.
I costi di energia solare e atomica (da Ncwarn.org)
NEW YORK – Oggi negli Stati Uniti la produzione di energia solare costa meno di quella nucleare. Lo afferma un articolo pubblicato il 26 luglio sul New York Times, che riprende uno studio di John Blackburn, docente di economia della Duke University. Se si confrontano i prezzi attuali del fotovoltaico con quelli delle future centrali previste nel Nord Carolina, il vantaggio del solare è evidente, afferma Blackburn. «Il solare fotovoltaico ha raggiunto le altre alternative a basso costo rispetto al nucleare», afferma Blackburn, nel suo articolo Solar and Nuclear Costs – The Historic Crossover, pubblicato sul sito dell’ateneo. «Il sorpasso è avvenuto da quando il solare costa meno di 16 centesimi di dollaro a kilowattora» (12,3 centesimi di euro/kWh). Senza contare che il nucleare necessita di pesanti investimenti pubblici e il trasferimento del rischio finanziario sulle spalle dei consumatori di energia e dei cittadini che pagano le tasse.
COSTI FOTOVOLTAICO IN DISCESA – Secondo lo studio di Blackburn negli ultimi otto anni il costo del fotovoltaico è sempre diminuito, mentre quello di un singolo reattore nucleare è passato da 3 miliardi di dollari nel 2002 a dieci nel 2010. In un precedente studio Blackburn aveva dimostrato che se solare e eolico lavorano in tandem possono tranquillamente far fronte alle esigenze energetiche di uno Stato come il Nord Carolina senza le interruzioni di erogazione dovute all’instabilità di queste fonti. I costi dell’energia fotovoltaica, alle luce degli attuali investimenti e dei progressi della tecnologia, si ridurrà ulteriormente nei prossimi dieci anni.
COSTI NUCLEARE IN CRESCITA – Mentre, al contrario, i nuovi problemi sorti e l’aumento dei costi dei progetti hanno già portato alla cancellazione o al ritardo nei tempi di consegna del 90% delle centrali nucleari negli Stati Uniti, spiega Mark Cooper, analista economico dell’Istituto di energia e ambiente della facoltà di legge dell’Università del Vermont. I costi di produzione di una centrale nucleare sono regolarmente aumentati e le stime sono costantemente in crescita.
Vi inoltro il comunicato stampa nazionale sulla consegna in Cassazione, avvenuta ieri, del milione 400 mila firme e i dati suddivisi per regione: come leggete il dato definitivo della Lombardia supera le 236 mila firme!
Nel frattempo si chiede al Governo una moratoria degli affidamenti previsti dal Decreto Ronchi.
Buone vacanze a chi ci andrà.
Saluti, Roberto Fumagalli
COMUNICATO STAMPA
1 milione e 400 mila firme raccolte, è record
Adesso stop agli affidamenti dei servizi idrici previsti dal Decreto Ronchi
Oggi, lunedì 19 luglio, il Comitato Promotore dei Referendum per l’acqua pubblica consegna oltre un milione e quattrocentomila firme presso la Corte di Cassazione.
Un risultato che segna un passo importante nella storia della democrazia e della partecipazione in questo Paese. Nessun referendum nella storia repubblicana ha raccolto tante firme.
La sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Un risultato che oggi, alla luce del “risveglio democratico” a cui si è assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile.
Adesso chiediamo al Governo di emanare un provvedimento legislativo che disponga la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal Decreto Ronchi almeno fino alla data di svolgimento del referendum. Chiediamo inoltre alle amministrazioni locali di non dare corso alle scadenze previste dal Decreto Ronchi. Un milione e quattrocentomila firme rappresentano una delegittimazione di qualunque scelta tesa ad applicare il Decreto, a maggior ragione per quelle amministrazioni che vogliono addirittura anticiparne le scadenze.
Il prossimo appuntamento del popolo dell’acqua è il prossimo 18 e 19 di settembre, quando, probabilmente a Firenze, si terrà l’assemblea dei movimenti per l’acqua.
Roma, 19 luglio 2010
www.acquabenecomune.org
REGIONE TOTALE FIRME RACCOLTE
Abruzzo 23822
Basilicata 13.798
Calabria 41.622
Campania 92.488
Emilia Romagna 109.804
Friuli Venezia Giulia 34.408
Lazio 146.450
Liguria 51.289
Lombardia 236.278
Marche 44.057
Molise 8.390
Piemonte 115.306
Puglia 101.498
Sardegna 22.143
Sicilia 74.434
Toscana 114.846
Trentino Alto Adige 29.513
Umbria 14.766
Valle d’Aosta 835
Veneto 125.745
TOTALE 1.401.492
Consegnate in Cassazione un milione e 400mila firme. E’ record
Oggi, lunedì 19 luglio, il Comitato Promotore dei Referendum per l’acqua pubblica consegna oltre un milione e quattrocentomila firme presso la Corte di Cassazione.
Un risultato che segna un passo importante nella storia della democrazia e della partecipazione in questo Paese. Nessun referendum nella storia repubblicana ha raccolto tante firme.
La sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Un risultato che oggi, alla luce del “risveglio democratico” a cui si è assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile.
Adesso chiediamo al Governo di emanare un provvedimento legislativo che disponga la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal Decreto Ronchi almeno fino alla data di svolgimento del referendum. Chiediamo inoltre alle amministrazioni locali di non dare corso alle scadenze previste dal Decreto Ronchi. Un milione e quattrocentomila firme rappresentano una delegittimazione di qualunque scelta tesa ad applicare il Decreto, a maggior ragione per quelle amministrazioni che vogliono addirittura anticiparne le scadenze.
Il prossimo appuntamento del popolo dell’acqua è il prossimo 18 e 19 di settembre, quando, probabilmente a Firenze, si terrà l’assemblea dei movimenti per l’acqua.
Piante e coleotteri: le passioni di Martine Rahier.
La professoressa Martine Rahier è stata nominata recentemente rettrice dell’Università di Neuchâtel ed è la prima donna ad assumere questo ruolo nella Svizzera francese. È nata in Belgio ed ha conseguito un riconoscimento internazionale studiando il comportamento del coleottero “Oreina”. Nel 2001 ha istituito il Polo di ricerca nazionale «Plant Survival – sopravvivenza delle piante» il cui obiettivo è di promuovere la biodiversità nei sistemi naturali e agricoli.
Berlusconi dopo la rottura con Fini: "Abbiamo realizzato quattro riforme in sette giorni". L'Udc e l'Api: "Non siamo interessati a entrare nel governo o appoggiarlo". E il leader della Lega dice no al governo tecnico e promette battaglia Bossi: "A settembre tenteranno di sfiduciare Berlusconi per puntare a un governo tecnic […]
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