L’articolo è stato aggiornato modificando i nomi delle persone in quanto le stesse si sono rivolte alle forze dell’ordine. Noi per non danneggiare seriamente la pediatra abbiamo evitato di denunciarla, come consigliato da un amico carabiniere venuto a conoscenza dell’accaduto, ma lei, forse per la sua coda di paglia, ha preferito rivolgersi alle forse dell’ordine senza neanche contattarmi.
Il nome Sara è un nome di fantasia
Tempo fa inviai un reclamo alle ASL ROMA H4 per segnalare la “non disponibilità” della dottoressa Sara; con grande stupore mi rispondono le ASL mezzo posta affermando che da controlli da loro effettuati la dottoressa da me segnalata svolge egregiamente il suo lavoro.
Mi chiedo se sono matto io e gli altri pazienti della dottoressa o se le ASL tendono solo a chiudere reclami, a cosa serve un reclamo se viene gestito male? Parlano con alcuni amici che hanno la dottoressa Sara e tutti hanno riscontrato quanto da me segnalato!
Riporto il reclamo presentato.
PEDIATRA DELL’ASL NON REPERIBILE
Voglio mettere a conoscenza il direttore dell’ASL RM H di Pomezia di incresciose negligenze da parte della paediatra Sara, la quale è stata la prima pediatra scelta per nostro figlio Samuel Tricarico.
Con l’assunzione del latte in polvere Samuel ha cominciato a soffrire di stipsi, al secondo giorno che non evaquava abbiamo tentato di contattare la dottoressa ai recapiti da lei forniti senza ottenere risposta alcuna (al numero di rete fissa dello studio partiva sempre la segreteria telefonica, al cellulare o non rispondeva o era spento). Preoccupati per il bambino abbiamo cercato su internet un numero di emergenza al quale chiedere aiuto. Senza scendere nei particolari ci siamo rivolti ad una associazione di pediatri volontari “Telefono Mamma” e parlando con il professor Parecchi siamo riusciti a risolvere temporaneamente il problema facendolo evaquare con l’aiuto di un microclisma per bambini. Nelle ore seguenti, oltre alla stipsi, si erano presentate anche delle macchie bianche all’interno della bocca (risultate poi mughetto), abbiamo quindi continuato a cercare di contattare la dottoressa Sara per metterla al corrente di ciò e sapere il da farsi, ovviamente senza avere mai una risposta; abbiamo persino inviato un SMS al cellulare della dottoressa esponendo il fatto che la stavamo cercando invano da giorni e quindi se poteva fornirci un eventuale altro recapito al quale rivolgersi per risolvere i problemi di salute di Samuel. A quel messaggio non abbiamo avuto né una risposta né siamo stati richiamati. La ricerca della dottoressa è durata dal giovedì al lunedì successivo, giorno in cui fortemente preoccupati per il bambino e indignati per quanto appena descritto, abbiamo contattato il marito, dottor G., al numero di cellulare da lui personalmente fornitoci in occasione di una precedente assenza in orario di ambulatorio della dottoressa; cosi facendo abbiamo raggiunto finalmente la dottoressa. Durante la conversazione abbiamo puntualizzato che la stavamo cercando dal giovedì precedente senza esser mai riusciti a trovarla né a studio, dove regolarmente entrava in funzione la segreteria né al cellulare che risultava spento o squillava senza risposta. A quest’affermazione la dottoressa ci ha risposto che non era possibile che era dal giovedì che la
Una volta entrati in ambulatorio per la visita la dottoressa inizia subito sindacare sul fatto che non era possibile che dal giovedì sino al lunedì non eravamo riusciti a rintracciarla, ribadendo il fatto che eravamo stati noi a non chiamare allo studio o al cellulare nelle fasce orarie prestabilite, indispettiti e indignati dal fatto che mettesse subito in primo piano la questione della sua reperibilità e non i problemi di salute del bambino per i quali ci eravamo li, abbiamo risposto che non siamo degli sprovveduti e che avevamo provato a chiamarla insistentemente dalla mattina alla sera in quanto molto preoccupati per il nostro piccolo che allora aveva solo due settimane di vita, a quel punto la dottoressa ci disse che lei a studio se sta visitando un paziente non risponde e che al cellulare ci sono degli orari in cui chiamare e il fatto che a volte possa tenere il cellulare acceso oltre tale orario è solo un FAVORE che lei fa ai pazienti in quanto NON HA OBBLIGO DI REPERIBILTA’, noi consapevoli del contrario gli abbiamo fatto presente che un pediatra ha l’obbligo di essere reperibile dal lunedì al venerdì dalle ore 8:00 alle ore 20:00 (orario in cui ha inizio il servizio di guardia medica) e il sabato mattina dalle 8:00 alle 10:00 a quest’affermazione la dottoressa ci ha invitato fortemente invitati ad effettuare il cambio del medico pediatra visto che lei non era disposta ad accettare le nostre critiche e che lei non è tenuta a rispettare questi orari di reperibilità.
Possibile che un pediatra possa fare quello che vuole e dare delle fasce orarie restrittive in cui poter chiamare?
I bambini non hanno FASCE ORARIE in cui sentirsi male, a chi ci dobbiamo rivolgere se nostro figlio sta male al di fuori di quegli orari? Non credo che il pronto soccorso pediatrico sia a disposizione per prestare cure ai pazienti al posto dei pediatri assegnati solo perché questi non si rendono reperibili.
Guardando i vari siti ufficiali delle ASL ho visto che quasi in tutta Italia hanno il seguente regolamento:
“l’orario di apertura dell’ambulatorio: 5 ore alla settimana fino a 500 pazienti, 10 ore da 500 a 1.000, 15 ore da 1.000 a 1.500. Questo non esime il medico dal dover essere reperibile dalle 8 alle 20, dal lunedì al venerdì.
Una volta scelto l’orario, il medico ha il compito di esporlo all’ingresso del suo studio e di comunicarlo alla ASL di competenza.
Il medico di famiglia o pediatra svolge il suo lavoro dalle 8.00 alle 20.00, dal lunedì al venerdì. Il sabato e la domenica è possibile rivolgersi alla guardia medica che entra in funzione dalle ore 20.00 del venerdì fino alle ore 8.00 del lunedì. Nei giorni prefestivi il medico è tenuto a svolgere il regolare ambulatorio se questo era fissato in orario mattutino, le richieste per visite domiciliari devono essere inoltrate entro le ore 10.00. Le chiamate effettuate entro le 10.00 devono essere controllate entro le ore 24.00 del giorno stesso, quelle pervenute dopo le 10.00 entro le 12.00 del giorno seguente.”
Perchè solo nella regione Lazio i pediatri possono fare quello che vogliono e possono non effettuare visite a domicilio?
Domenico Tricarico
3391205503
Benedetta Ciampalini

















