"…il capitale non ha riguardo per la salute e per la durata della vita dell'operaio, quando non sia costretto a tali riguardi dalla società"
(K. Marx)
L’odierna crisi generale investe appieno i lavoratori di tutto il mondo
e anche nel nostro Paese i suoi effetti più nefasti vengono fatti
ricadere sulle loro spalle: disoccupazione, precarietà, emarginazione,
smantellamento dello stato sociale, promozione della guerra fra poveri.
Il crescente attacco contro i diritti dei lavoratori con la massiccia
introduzione di forme di precariato e quello sferrato allo Statuto dei
lavoratori attraverso le misure contenute nel piano Marchionne e
nella Riforma Fornero, nel tempo si sono tradotti in una condizione
generalizzata di ricattabilità e insicurezza di tutti i lavoratori e nel
tentativo di estromettere dai luoghi di lavoro i sindacati più
combattivi, come ad esempio il caso FIOM in FIAT.
L’acuirsi di questa crisi si traduce anche, nei luoghi di lavoro, in
migliaia di morti e centinaia di migliaia di invalidi permanenti, senza
dimenticare i malati “professionali” in seguito all’esposizione a
sostanze nocive per la salute. Questo problema è ormai una piaga sociale
che minaccia quotidianamente la vita dei lavoratori e dei cittadini,
mai affrontato dai Governi che si sono succeduti negli ultimi decenni.
Nella pratica si alimentano le condizioni che hanno portato alla strage
avvenuta alla ThyssenKrupp di Torino il 6 dicembre 2007 in cui sono
morti, per il profitto dei padroni, 7 nostri compagni di lavoro.

















