Continuo a sentirne parlare, da tutti! A destra, a sinistra…al centro, nelle grandi riunioni mondiali. Tutti si riempiono la bocca con questo termine. Per lamentarne la mancanza, per prometterla qualora gli si dia fiducia, per stigmatizzare il percorso che porti al suo agognato ritorno…comunque , sempre fornendo la certezza che nella sua eternità, stia ogni soluzione possibile e che nella sua affermazione si realizzi “il miglior mondo possibile”
Finirò per essere catalogato come un "rompipalle farneticante", un classico mai contento, un grillino dalla capa molle che nega tutto ed il contrario di tutto.
Però non intendo aderire a questa speranza, non mi sento di condividere, questa certezza.
Non mi interessa un modello culturale e sociale basato sulla convinzione che solo crescendo eternamente sia possibile un percorso di Civiltà e Progresso. Non ci sto!
In genere, anche dalle nostre parti, laddove si dovrebbe concepire alternativa e dove la cultura dominante non dovrebbe far presa, dove ci beiamo d'avere anche altro pensiero che non l'unico, riconosciuto e santificato…bhè anche qui paga molto di più aderire all'opinione corrente, farsi parte del flusso e del mucchio.
Portare, docilmente e possibilmente allegramente, la propria dose d'acqua al mulino del conformismo di sinistra, ma, pur cosciente di andarmi a cacciare nell'ennesimo guaio, non posso non notare quel che , per me, è evidente.
Porre la questione, come viene fatto sempre più spesso anche in AreA di Progresso, mettendo in dubbio la sincerità della dichiarazione di chi la auspica (per esempio i capi di stato riuniti al G8) e non la sua realizzabilità è profondamente mistificatorio. Accettare la stessa logica della necessità che la Crescita Eterna torni ad essere il nostro riferimento lo è altrettanto. Un mezzuccio retorico, un espediente comunicativo, sarebbe come dire "Loro mentono…ma se ci fossimo noi non lo faremmo…riusciremmo a darvela la crescita".
Finirò per essere catalogato come un "rompipalle farneticante", un classico mai contento, un grillino dalla capa molle che nega tutto ed il contrario di tutto.
Però non intendo aderire a questa speranza, non mi sento di condividere, questa certezza.
Non mi interessa un modello culturale e sociale basato sulla convinzione che solo crescendo eternamente sia possibile un percorso di Civiltà e Progresso. Non ci sto!
In genere, anche dalle nostre parti, laddove si dovrebbe concepire alternativa e dove la cultura dominante non dovrebbe far presa, dove ci beiamo d'avere anche altro pensiero che non l'unico, riconosciuto e santificato…bhè anche qui paga molto di più aderire all'opinione corrente, farsi parte del flusso e del mucchio.
Portare, docilmente e possibilmente allegramente, la propria dose d'acqua al mulino del conformismo di sinistra, ma, pur cosciente di andarmi a cacciare nell'ennesimo guaio, non posso non notare quel che , per me, è evidente.
Porre la questione, come viene fatto sempre più spesso anche in AreA di Progresso, mettendo in dubbio la sincerità della dichiarazione di chi la auspica (per esempio i capi di stato riuniti al G8) e non la sua realizzabilità è profondamente mistificatorio. Accettare la stessa logica della necessità che la Crescita Eterna torni ad essere il nostro riferimento lo è altrettanto. Un mezzuccio retorico, un espediente comunicativo, sarebbe come dire "Loro mentono…ma se ci fossimo noi non lo faremmo…riusciremmo a darvela la crescita".

















